L’immensità della luce

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Alcuni bellissimi scorci della città di Bari sono i protagonisti delle opere di Athos Faccincani allestite nella mostra “L’immensità della luce”: l’inaugurazione si terrà domenica 11 marzo alle 18.00 presso il Colonnato della Città Metropolitana (Lungomare Nazario Sauro, 27), nel capoluogo pugliese. Sarà proprio Faccincani ad illustrare i suoi quadri nel corso della cerimonia insieme al critico d’arte, Gianfranco Terzo. Interverranno inoltre la consigliera delegata ai Beni culturali della Città Metropolitana di Bari, Francesca Pietroforte, e il curatore della mostra, Giuseppe Benvenuto.

La personale di pittura è organizzata dalla “Contemporanea galleria d’arte” di Giuseppe Benvenuto, con il patrocinio della Città Metropolitana. “L’artista veronese – afferma Benvenuto - presenterà circa 30 dipinti ad olio su tela tra i più rappresentativi del nostro territorio. C’è chi l’ha definito maestro della natura, maestro del colore, della bellezza e chi ne ha parlato come il pittore che ha portato il turismo nel quadro. Tutti appellativi che limitano l’opera inconfondibile di Faccincani”.

I toni accesi e variopinti, tipici della pittura del Maestro, hanno incontrato in particolar modo il Teatro Petruzzelli e il Lungomare di Bari. Non mancano, inoltre, opere che ritraggono Capri, Portofino, Santorini e Venezia.

Ogni quadro nasce sempre da un’attenta osservazione – ribadisce Faccincani -. Di qui la voglia di dare un’anima al luogo, di infondergli la gioia, la luce, il sole, i colori; perché debba parlare di sé a chi lo guarda esprimendo, attraverso la mia fantasia, il suo sogno”. È per questo forse che i quadri del Maestro, e la sua pittura di derivazione impressionista, sono conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. “Io amo particolarmente il nostro Sud, terra di cultura e di grandi paesaggi naturali. E sono molto legato alla Puglia in particolar modo, per le sue bellezze autentiche, come ne ho viste in poche parti del mondo. Ma anche per la sua luce, per l’ottima cucina, e per la particolare cordialità dei pugliesi”.

Il Palazzo della Città Metropolitana di Bari – dichiara Francesca Pietroforte - si appresta ad accogliere le opere di Athos Faccincani nella sala Colonnato. Spazio ideale è questo ampio luogo che guarda al mare, per ospitare i colori dell'artista, così gioiosi e vivaci, da non far sembrare una coincidenza che giungano a Bari con l'arrivo della primavera. È infatti il mese di marzo quello individuato dal curatore della mostra, Giuseppe Benvenuto, per offrire ai cittadini metropolitani la possibilità di apprezzare questa luminosa esposizione temporanea. Tra le due imponenti sculture del molfettese Cozzoli, il marinaio e l'agricoltore, a rappresentare i pilastri dell'economia della nostra terra, si snoderà dunque un percorso di 30 dipinti di Faccincani che, tra sogno e realtà, parlano proprio dei paesaggi a noi cari. Il mare, le case colorate sui porti, il bianco della pietra, la natura accesa nelle sue sfumature più intense, il cielo terso, ogni cosa resa con un'indistinguibile carica di fantasia e positività: tutto ci parla di Mediterraneo, tutto ci parla di noi”.

Alle tinte fosche delle opere già presenti nel prestigioso Palazzo della Città Metropolitana - dichiara Gianfranco Terzo - si contrapporrà la vivacità dei colori del Mediterraneo che illuminerà il sito con la luce del mare e dei luoghi, divenuti tanto cari all’artista veronese che, nel corso di frequenti soggiorni, ha lasciato una parte del suo cuore e ha perpetuato la loro magia attraverso la sua opera artistica. La meticolosa organizzazione di Giuseppe Benvenuto e l’autorevole patrocinio della Città Metropolitana vedrà in esposizione alcune opere del Maestro che abbaglieranno il visitatore, rallegrandolo con vivaci colori e atmosfere bucoliche: il percorso ci condurrà alla scoperta delle bellezze del mare e della nostra terra”.

Il Maestro Athos Faccincani, però, non è solo luce e colore – conclude Terzo -. Una osservazione attenta e più profonda ci svelerà le ombre della sensibilità di un animo umano che, nel corso di una esistenza oggi felice e di successo, ha attraversato il baratro del male di vivere attraverso il rapporto diretto con coloro che occupano i margini della società. Questo rapporto si è tradotto nel lento incedere di quei colori vivaci verso tonalità via via più scure e meno accecanti, che fanno trasudare l’animo umano verso le realtà quotidiane fatte di sofferenza e di dolore”.
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