L'Italia delle insegne e delle targhe

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Un po' è storia della tipografia e della calligrafia, un po' storia del design e un po' (tanto) storia del paesaggio, almeno di quello urbano. Le insegne, i cartelli e le targhe (ma anche i tombini) sono la materia di L'Italia insegna, un volume edito da Lazy Dog e scritto da James Clough - assai bello graficamente che raccoglie oltre trecento immagini di cartelli, insegne e iscrizioni che raccontano il mondo delle insegne nel nostro Paese da fine Ottocento a oggi.

L'Italia insegna sarà presentato giovedì 14 gennaio dalle 18,30 al Punto Touring di Milano all'interno del ciclo di incontri Compagni di viaggio dall'autore, l'inglese James Clough, che dialogherà con Tino Mantarro, giornalista della redazione di Touring, e con Luciana Senna e Ilaria Parma del Centro di documentazione del Tci, che racconteranno la storia del lungo rapporto tra Touring Club Italiano e cartelli stradali.

PAESAGGI URBANI

Quando camminiamo per strada quasi non ci facciamo caso, tanto siamo abituati. Insegne, targhe, iscrizionicolorano le nostre vie, impreziosiscono le piazze, segnano il paesaggio urbano. Alle volte oggigiorno lo inquinano, ma per secoli l'hanno abbellito, svolgendo una duplice funzione: informativa ed estetica.

Ironiche e intuitive, originali e improvvisate, eleganti e ricercate le insegne italiane fino all'avvento dei font sono sempre state opera di artigiani del pennello che a mano, senza modelli precostituiti, si dedicavano a creare piccoli capolavori dell'utilità che non hanno mai avuto il giusto riconoscimento. Eppure fanno parte del paesaggio urbano italiano tanto quanto i selciati in porfido, le madonne sulle pareti e tutto l'arredo urbano. Ci voleva giusto un inglese per rendergli giustizia.

L'ITALIA DI CLOUGH

James Clough viene da Londra, vive in Italia da decenni e ha una passione particolare per le lettere. Del resto nella vita insegna tipografia e storia della tipografia, per cui un amore per le lettere dell'alfabeto è giustificato. Però da almeno 25 anni fa Clough ha sviluppato una vera passione per le insegne che affollano le strade italiane. «Mi interessano le lettere in particolare: sono sempre state una vera miniera di bellezza e di capacità artigianali. Per anni le ho fotografate e basta, poi ho iniziato a farle vedere agli studenti per Politecnico e adesso è venuto fuori questo libro» racconta Clough.

Il libro di Clough si concentra sulle insegne dipinte a mano, quelle per cui ogni cartello è diverso dall'altro, ogni lettera è unica e originale, pensata e creata per quella superficie e quella necessità specifica. Nulla a che vedere con i sistemi moderni, che sono trattati in un capitolo del libro giusto per far vedere le 'degenerazioni' contemporanee.

I CARTELLI DEL TOURING

Non sono degenerazioni, ma frutto di un lavoro lungo 80 i cartelli stradali creati dal Touring Club Italiano di cui si parlerà durante la presentazione di l'Italia insegna. Un rapporto molto stretto, iniziato quando nel 1895 il consiglio del neonato Touring decideva di stanziare una somma per lo sviluppo delle indicazioni stradali. Fino ad allora erano del tutto assenti, al massimo si trovavano ancora le pietre miliari di origine romana, ma nulla più.

Nel 1897 il Touring mise i primi 100 pali indicatori. Dieci anni dopo saranno quasi mille, e il Touring si impegnerà gratuitamente a collocarli in tutte le province del regno come opera di 'dignità e utilità nazionale'. È solo l'inizio di una lunga storia durata fino al 1974, quando cessa l'attività l'Ufficio tecnico segnalazioni stradali che in 80 ha collocato in giro per il Paese oltre 700mila cartelli. Un po' è storia della tipografia, un po' è storia del paesaggio, un po' è anche la nostra storia: quella di cui si parlerà il 14 gennaio al Punto Touring di Milano.

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