L'UE difende il Principio di Precauzione nei negoziati

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Dopo aver ribadito l’assoluta indisponibilità dell’Europa a accettare obiettivi politici americani, la Commissaria con delega al Commercio, Cecilia Malmström ha voluto precisare: diversi comunicati stampa stanno diffondendo messaggi circa supposte informazioni coperte da segreto -ma filtrate- dai nostri negoziati con gli USA sul TTIP-e dal momento che sembrano esserci diversi fraintendimenti al proposito, vale la pena chiarire alcune cose. Prima di tutto, contrariamente a quanto creduto da molti, i cosiddetti “testi consolidati” non sono la stessa cosa, entro un negoziato, dei risultati – o accordi finali.

I testi consolidati riflettono la visione di ogni parte, e non dovrebbe sorprendere nessuno che vi siano divergenze tra USA ed Europa in merito”. Addirittura la Malstrom difende il Principio di Precauzione, baluardo di policy dell’Europa, contenuto nel Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, e quindi, non negoziabile entro il TTIP. Ma le dichiarazioni non bastano.Anche perché, se è vero che qualche rimando alla Precazione è stata fatta, seppure tardivamente, è anche vero che il TTIP prevede: - La non duplicazione degli standard e dei controlli: ciò che autorizzato da un lato dell’atlantico varrebbe anche dall’altro; - La necessità di un approccio basato sulle sole evidenze scientifiche (disponibili…).

Gli aspetti fanno capire che l’assenza di prova (di dannosità per la salute, l’ambiente, etc.) potrà rapidamente diventare una prova dell’assenza. Nel pieno solco di vicende già note entro il WTO, come la partita (persa) dell’Europa per non importare carne agli ormoni dagli USA. Non a caso l’approccio delle Barriere Tecniche al Commercio viene ripreso in pieno dal WTO (art. 2 del capitolo “Barriere Tecniche al Commercio”). La ractopamina (ormone della crescita suina, proibita in Europa e ammessi negli USA) potrà diventare un nuovo caso di contesa.

Così come gli agenti per la decontaminazione delle carcasse del pollame. Insomma, se negli USA sono le autorità (con le poche risorse a disposizione) a dover dimostrare l’eventuale pericolosità del cibo o dei suoi ingredienti e processi produttivi- in Europa vale ancora la presunzione che sia l’industria a doverlo dimostrare, con varie possibilità di far valere il principio di precauzione). Ma tanti dubbi rimangono: infatti ad una lettura più attenta del testo consolidato sull’agricoltura, non si fanno riferimenti al Principio di Precauzione.

Allo stesso modo, bisogna considerare come gli USA vogliano essere subito subito informati di ogni nuova iniziativa politica nella UE (art. 5 del capitolo “Barriere Tecniche al Commercio). Insomma, prima che i "policy objectives" vengano resi noti e socializzati ai cittadini UE, e plasmando lo scenario regolatorio da lontano.
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