CAMPANIA 1^ PER "POVERTA' EDUCATIVA"

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La Campania è la regione italiana con la maggiore povertà educativa diffusa tra bambini e adolescenti. A dichiararlo il rapporto “ La lampada di Aladino”- L’indice di Save the Children per misurare le povertà educative e illuminare il futuro dei bambini in Italia con 11 indicatori su 14 di segno molto negativo. 

Le percentuali riscontrate segnalano una scarsa e inadeguata offerta di servizi proposti sul territorio, pochissimi libri, sport, e insieme, un aumento considerevole del tasso di dispersione scolastica. Una deprivazione educativa, espressione di una regione senza speranza, incapace di garantire il pieno sviluppo delle potenzialità della sua cittadinanza. 

In Campania la situazione è veramente drammatica in relazione ai servizi dedicati alla prima infanzia: solo 2,8 dei bambini  su 100 nella (fascia compresa da 0-2 anni), sono presi in carico dagli asili pubblici campani, un dato che si differenzia notevolmente da quello dell’Emilia Romagna e ancor più dall’obiettivo del 33% stabilito dall’Ue. Anche il tempo pieno nelle scuole primarie viene garantito solo 6,5% e 15,3% nelle scuole secondarie, mentre poco meno della metà degli istituti (49,36%) danno la possibilità di usufruire della mensa scolastica. Al di sotto dello standard europeo anche la dispersione scolastica, che in Campania raggiunge quota 22,2%, terzo più alto in Italia. Quello della dispersione scolastica è un fenomeno molto grave che coinvolge anche le regioni del Nord come la Valle D’Aosta (19,1%), e la provincia autonoma di Bolzano (16,7%), tenendo l’Italia ancora molto lontana dalla soglia europea del 10%. La deprivazione educativa non si limita solo alla scuola e riguarda anche gli altri ambiti di vita dei minori: solo il 24,3% tra i bambini e gli adolescenti in Campania fa sport continuativamente, (a fronte del 61,6% in Valle d’Aosta), il 36,7% dei minori ha letto un libro. Solo il 16% dei minori nella regione ha visitato un monumento nell’ultimo anno: colpisce che nel paese che primeggia nel mondo per opere d’arte, nessuna regione italiana veda almeno il 50% dei suoi minori visitare un monumento (al massimo si arriva al 43% della provincia autonoma di Trento mentre il Lazio si ferma al 33,8% e la Toscana al 27,4%). Di segno opposto la performance del Friuli Venezia Giulia – che secondo l’Indice di povertà educativa di Save the Children è la regione con la più “ricca” offerta di servizi e opportunità di formazione per i minori – che si segnala per numero di bambini che legge (il 75,7% ha letto almeno un libro nell’ultimo anno), che fa sport (il 56%, poco meno della Val d’Aosta), per livelli di dispersione scolastica (11,4%) vicini alla soglia della media Ue, edifici scolastici mediamente in buone condizioni (il 73,2% delle scuole ha certificato di agibilità); una buona diffusione del servizio di mensa si registra in Lombardia (il 73% dei principali istituti garantisce il servizio, anche se si rilevano gravi criticità in alcuni comuni), insieme al tempo continuato che viene assicurato nel 47% delle scuole primaria; e 11 volte tra le migliori cinque regioni è l’Emilia Romagna, prima per copertura di nidi pubblici (26,5%), e tra le prime per partecipazione al teatro dei ragazzi (ci sono stati il 38,7%) e pratica sportiva (57,8%)

Save The Children – l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e a difendere i loro diritti – con il contributo di un comitato scientifico in associazione con il lancio della campagna – Illuminiamo il Futuro – consentiranno l’apertura di 5  primi Punti  Luce ( Palermo, Catania, Giocosa Ionica, Bari, Genova), aventi  come obiettivo quello di rispondere concretamente  alla deprivazione educativa e culturale di tanti ragazzi e dare loro la possibilità di conoscere e coltivare i propri talenti.  I Punti Luce sono centri gestiti in collaborazione con una rete di organizzazioni partner ben radicate sul territorio ( Associazione Mama Happy, CSI- Centro Sportivo Italiano- Catania, Associazione Inventare Insieme onlus, Associazione don Milani- Libera, UISP- Unione Italiana sport per tutti – Genova), e si trovano in aree caratterizzate dalla scarsità di servizi. Presso questi centri, bambini e adolescenti, possono giocare, studiare, avere accesso ad attività sportive, culturali e creative. Inoltre, questi ragazzi saranno sostenuti da una dote creativa, un piano formativo personalizzato che consentirà l’acquisto di libri e materiale didattico, l’iscrizione ad un corso di musica o sportivo, la partecipazione ad un campo estivo. Entro la fine del 2014, Save The Children,prevede di arrivare ad aprire 10 Punti Luce, le prossime aperture si realizzeranno a Napoli, Roma, Torino, Milano.

Finora ci si è occupati soprattutto della povertà economica dei bambini e adolescenti, partendo dal dato eclatante di un milione di minori che vivono in povertà assoluta. Ma esiste una povertà altrettanto insidiosa e sottovalutata che è la povertà educativa, cioè la privazione per un bambino e un adolescente della possibilità di apprendere, di sperimentare le proprie capacità, di sviluppare e far fiorire liberamente i propri talenti e aspirazioni. Save the Children prova per la prima volta a misurare la povertà educativa attraverso un Indice e a portarla all’attenzione di tutti con la campagna Illuminiamo il Futuro”, spiega Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia

La scarsità di asili nido in Campania, così come del tempo pieno e di servizi fondamentali come le mense è una grave privazione di opportunità educative per bambini e adolescenti e di supporto alle famiglie che spesso già combattono con la povertà economica, in contesti segnati anche da una diffusa illegalità”, dichiara Raffaela Milano Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children Italia.

E’ necessario spezzare il circolo vizioso delle povertà, rinforzando la qualità e quantità di servizi e opportunità educative destinati ai bambini e creando delle "comunità educanti" . Save the Children ha deciso di raccogliere la sfida e, con la collaborazione di associazioni partner, ha inaugurato i primi Punti Luce a Bari, Gioiosa Ionica, Catania, Palermo e Genova. A Napoli , Save the Children è presente da anni con programmi di lotta alla povertà minorile, di promozione del movimento e della corretta alimentazione, di contrasto alla dispersione scolastica e di partecipazione dei ragazzi e delle ragazze. Contiamo entro il 2014 di essere operativi nella città anche con il nuovo programma Illuminiamo il futuro. Assieme alla Fondazione con il Sud e con molte organizzazioni che operano sul territorio campano, abbiamo inoltre promosso l’alleanza “Crescere al Sud” per contrastare il grave divario di opportunità che oggi colpisce i bambini che vivono nelle regioni meridionali così come confermato dall’Indice di Povertà Educativa”, conclude Raffaela Milano.


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