La celiachia si nasconde, sai dove trovarla?

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In 40 anni in Italia le diagnosi di celiachia sono decisamente aumentate. Se prima veniva considerata come una malattia rara, oggi si tratta di una malattia cronica.  Un problema rilevante e in forte aumento risultano i migliaia di casi non ancora diagnosticati, persone intolleranti al glutine ma che non lo sanno.

La celiachia  è una malattia genetica di natura infiammatoria, caratterizzata, principalmente, dalla distruzione della mucosa (parte superficiale) dell’intestino tenue.  E’ causata da una reazione immunitaria al glutine, termine utilizzato genericamente per indicare alcune proteine specifiche del grano, dell’orzo e del segale. Gli alimenti che contengono questi cereali sono numerosi e risultano diffusi : pane, pizza e biscotti.

Secondo i numeri resi noti dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC), su 600.000 casi di persone che soffrono di celiachia, 400.000 sono costituti dai cosiddetti “celiaci attesi”, vale a dire quei pazienti che non sono a conoscenza della loro intolleranza. Sono pazienti che vengono definiti anche camaleonti , nel senso che presentano dei sintomi non coincidenti con il “classico” quadro sintomatologico della malattia e per i quali è difficile realizzare una diagnosi di celiachia.

Il Dottor Marco Silano -coordinatore del Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana Celiachia, ha spiegato a “Ok-salute.it”, per quale motivo molti soffrono di celiachia, ma non lo sanno: “Si tratta di persone con sintomi non classici, dall’osteoporosi, all’infertilità, dall’anemia alle afte frequenti in bocca“. Quando si riscontrano questi sintomi, dunque, i medici devono essere allenati a riconoscerli quali possibili segnali di celiachia.

L’associazione AIC dall’ 11 al 19 Maggio 2019 torna l’evento per informare e sensibilizzare il pubblico in merito a una patologia che in Italia interessa circa 600.000 persone. In occasione della Settimana 2019  i professionisti dell’AIC analizzeranno i sintomi non classici della celiachia, sintomi inizialmente non riconducibili a questa patologia.
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