La Geologia a tavola

Stampa/PDF

Ogni giorno, senza rendercene conto, “consumiamo” una buona dose di geologia. Alcune caratteristiche organolettiche di molte pietanze sono legate intimamente al suolo e al sottostante substrato geologico. Tutto quello che mangiamo o beviamo ha qualche collegamento con la geologia e spesso tale collegamento dà origine a prodotti particolarmente apprezzati dai consumatori come il “Greco di Tufo”, che viene prodotto su terreni con elevato contenuto di zolfo, o il pecorino di “Carmasciano”, che deve il suo successo alle esalazioni sulfuree delle Mefite di Rocca san Felice che investono i pascoli presenti nella valle d’Ansanto. 

Da questo dato parte quello che Città metropolitana, L’Ordine dei geologi della Campania e del Molise, con agronomi, chimici, tecnologi alimentari, racconteranno attraverso l’evento “La Geologia a tavola”, che si svolgerà sabato 21 dicembre a Napoli, nel monumentale complesso di Santa Maria la Nova.

Alle 9,30, dopo i saluti del sindaco Luigi de Magistris, apriranno i lavori il presidente della Società Geologica Italiana, Sandro Conticelli, che illustrerà il rapporto tra la terra e il cibo e il professore Sabatino Ciarcia dell’Unisannio, che spaziando tra le regioni della Campania e del Molise, metterà in risalto le peculiarità dei nostri territori; a seguire l’intervento di Matteo Lorito, Direttore della facoltà di Agraria. I nostri territori hanno bisogno dei geologi, ma anche degli agronomi così come dei chimici. Con i cambiamenti che il nostro clima sta subendo, saremo ancora in grado di produrre eccellenze?  Lo scopriremo anche attraverso il progetto: “Terreni Rinnovabili, Dalla progettazione Europea alla formazione dei nuovi agricoltori digitali e alla rivalutazione del territorio” che il ricercatore del CNR Massimiliano Ruggeri illustrerà ai partecipanti.

Stampa/PDF
La Geologia a tavola