La medicina veterinaria: innanzitutto i Lea

Stampa/PDF

Al via, presso il Grand Hotel Grisone, la 30esima edizione del convegno residenziale sulla sanità di prevenzione “La medicina veterinaria: innanzitutto i Lea” organizzato e promosso dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, in sinergia con l’Asl di Avellino, la Regione Campania e l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e con gli ordini dei medici veterinari di Avellino, Napoli, Salerno, Benevento e Caserta.

Il tema del convegno è centrale perché coniuga tutte le esigenze della società del terzo millennio”, ha dichiarato Rosa D’Amelio, presidente del consiglio regionale della Campania.Temi sui quali noi come Regione stiamo investendo tanto e sui quali è nostra intenzione investire sempre di più per migliorare le produzioni animali e, di conseguenza, la salute dei cittadini”.

Nel corso di questo convegno vogliamo dimostrare, con contenuti concreti, su temi attuali come l’antibiotico resistenza e l’eradicazione delle malattie infettive in ambito zootecnico, l’essenzialità della sanità pubblica veterinaria nell’ambito della medicina di prevenzione. Noi troviamo nell’applicazione dei Lea uno dei compiti più importanti nei confronti della tutela della salute umana: l’eradicazione di antropozoonosi, tubercolosi e brucellosi dagli allevamenti in primo luogoha dichiarato Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. 

L’argomento di questo convegno è sempre attuale e fondamentale. Il nostro compito è quello di dare risposte concrete al territorio per poter essere protagonisti insieme agli altri soggetti coinvolti nel rispetto dei Lea e nell’eradicazione delle malattie trasmissibili dagli animali all’uomoha dichiarato Vincenzo D’Amato, presidente dell’ordine dei medici veterinari di Avellino.

Di antibiotico resistenza ha parlato Giorgio Galiero, direttore sanitario dell’Izsm che ha spiegato che “L’80% degli antibiotici prodotti viene impiegato nelle aziende zootecniche a causa di tecniche di allevamento intensive e pratiche che, allo stato attuale, non possono prescindere da un massiccio impiego di farmaci”. 

Ha fatto il punto sul rapporto tra produzioni alimentari e sostenibilità ambientale Umberto Agrimi, direttore del dipartimento di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare dell’Istituto superiore di sanità. Mentre Giuseppe Campanile, docente del dipartimento di medicina veterinaria e delle produzioni animali dell’Università degli Studi di Napoli "Federico II” ha parlato delle criticità in Campania nella gestione dei reflui zootecnici anche alla luce delle nuove disposizioni della Regione Campania sullo spandimento dei liquami zootecnici in campo che rischia di compromettere il comparto bufalino regionale. 

Domenico Vecchio, dell’Izsm, ha illustrato i risultati del programma di biosicurezza negli allevamenti bufalini per la prevenzione delle antropozoonosi. Un progetto che ha coinvolto 347 aziende zootecniche che vengono monitorate dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. 

Uno degli aspetti della biosicurezza è anche la gestione dei lavoratori del comparto, di questo ha parlato Adele Pomponio, direttore vicario dell’Inail Campania che ha presentato la ricerca su “Sicurezza e Salute sul lavoro nel settore bufalino” realizzata insieme all’Izsm per l’individuazione, la prevenzione e la gestione di rischi, infortuni e patologie professionali che potrebbero colpire i lavoratori del comparto.

Giuseppe Iovane, docente del dipartimento di Medicina veterinaria e produzioni animali dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” ha spiegato il quadro epidemiologico di tubercolosi e brucellosi in Campania. “Ad oggi, sul territorio regionale, sono 37 i focolai di tubercolosi in allevamenti bufalini e 22 in quelli bovini, mentre per la brucellosi, ad oggi, abbiamo rilevato 31 focolai negli allevamenti bufalini e 23 in quelli bovini. Per eradicare queste patologie bisogna fare le analisi ed intervenire tempestivamente”. 

Ester De Carlo, dell’IZSM, ha presentato le attività della task force della Regione Campania per l’eradicazione dei focolai di brucellosi e tubercolosi negli allevamenti dal giugno scorso ad oggi. 

Del ruolo dei piani di risanamento per brucellosi e tubercolosi nell’erogazione dei Lea in sanità pubblica veterinaria ha parlato Silvio Borrello, direttore generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari del Ministero della Salute. 

Non tutti i controlli fatti dai veterinari negli allevamenti seguono standard precisi e questa è una delle criticità che noi Nas riscontriamo”, ha spiegato il colonnello Vincenzo Maresca, comandante del gruppo Carabinieri per la tutela della salute di Napoli - Italia Meridionale intervenendo sul tema dell’eradicazione di brucellosi e tubercolosi negli allevamenti campani. 

Ognuno di noi deve fare la propria parte in questa lotta per l’eradicazione di brucellosi e tubercolosi e nella battaglia nel contrastare l’antibiotico resistenza di cui noi veterinari siamo i più grandi responsabiliha dichiarato Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. 

I veterinari hanno avuto a lungo, a torto, una attenzione marginale. Sono, invece, una parte integrante del sistema sanitario campano e hanno un ruolo fondamentaleha dichiarato Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania. “Noi abbiamo pagato un prezzo di lacrime e sangue per la vicenda della terra dei fuochi - ha spiegato - Un territorio agricolo splendido scelto come il destinatario dell’accumulo di rifiuti più grande di Europa. Una decisione scellerata che ci ha portato un danno incalcolabile. Con l’Istituto Zooprofilattico abbiamo avviato un grande programma di controllo che è partito dalle produzioni agroalimentari ed è proseguito con la verifica dell’ambiente e con uno studio sulla salute umana.” “L’attività veterinaria ha connessione con economia, ambiente, salute. Quando si è cominciato a parlare, qualche mese fa, di brucellosi e tubercolosi ho avuto il timore che, un’altra volta, la Campania venisse sbattuta in prima pagina perché gli allevamenti erano compromessi. Abbiamo fatto un intervento di urgenza e di emergenza, abbiamo fatto partire i concorsi per l’assunzione di nuovi veterinari nelle strutture pubbliche e abbiamo avviato convenzionamenti con le strutture private, abbiamo affrontato il problema con estremo rigore”, 

Al termine della giornata sono stati sottoscritti il protocollo di collaborazione tra l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e il Santobono Pausilipon sul cibo funzionale per i piccoli pazienti del nosocomio pediatrico campano e il protocollo tra Izsm ed Asl Napoli 1 sul Polo didattico integrato.

Stampa/PDF
La medicina veterinaria: innanzitutto i Lea