LA RELAZIONE DI COPPIA TRA CRISI E ASSENZA DI VALORI

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La coppia si presenta sullo scenario economico- politico assumendo su di sé gli effetti inquietanti della crisi, in grado di trasformare i legami, i valori sui cui le relazioni si fondano.  Che uso/qualità facciamo dell’amore tale da avere una forza trasformatrice nelle relazioni con il mondo? Come si ristruttura il legame d’amore con l’esperienza quotidiana della crisi? Questioni controverse e spinose sono state dibattute nel corso del seminario organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Campania,  dal titolo “ La coppia: viaggio terapeutico dentro e fuori dal setting”, presso il Grand Hotel Oriente di Napoli. Un percorso, un confronto/dibattito che ha dato spazio a più voci del panorama psicologico campano, dalla presidente dell’Ordine, Antonella Bozzaotra, al professore e direttore dell’Istituto di Psicoterapia Relazionale (I.P.R), Luigi Baldascini.

Un’iniziativa che ha permesso una riflessione sui concetti chiave su cui si basa e si approfondisce la relazione con l’altro- differenza: condivisione, rispetto, accettazione. Sono queste le qualità dell’amore che definiscono una relazione basata sul senso di comunità personale e sociale. L’amore è una questione anzitutto politica,  perché mette necessariamente  in gioco l’etica sulla quale prendono forma e si snodano le relazioni oggi profondamente in crisi, sottoposte al  trascorrere incisivo degli eventi mettendo a dura prova i legami d’amore. Perché parliamo di crisi della coppia in tempi di crisi? Cosa si costruisce ex novo,  all’interno della relazione in un contesto in cui i valori sembrano dissolversi e vale il principio del viversi tutto- subito ? Dov’è finito l’intermezzo dell’attesa? Le lancette dell’orologio non funzionano più. Tutto scorre e anche la relazione viene vissuta come il mangiare un’insalata scondita in fretta e furia alle due del pomeriggio prima di riprendere il lavoro in ufficio.

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La crisi economica non agevola sicuramente le relazioni, le impoverisce, le infiacchisce rendendole fragili e prive di valori in cui credere per fondare un legame duraturo.   E’ un’epoca difficile – spiega Luigi Baldascini, direttore dell’Istituto di Psicoterapia Relazionale di Napoli – in cui i valori sono scemati. Molti si sposano, ma sono emotivamente instabili, piccoli. Le crisi fanno parte della vita di coppia purchè esse vengano affrontate con consapevolezza. Occorre che ciascuno cresca – afferma Baldascini-  e che il  partner non riversi sul compagno gli aspetti che non sopporta di sé. Bisogna imparare a non reagire, ma ad agire, avere un’intenzione; questo è possibile apprenderlo con l’esperienza o attraverso la terapia.  L’altro è irriducibile a noi stessi, solo nella comprensione della differenza e nell’accettazione di quest’ultima che possiamo veramente incontrare l’altro nella sua autenticità e perseverare nella sua conoscenza.

Tuttavia, la negativa congiuntura economica complessifica i rapporti d’amore, in quanto le difficoltà economiche, il lavoro, la possibilità di mettere su famiglia e di sposarsi  sono progetti rimandati a data da destinarsi. L’amore si consuma dunque in un presente senza fine, soggiace eternamente all’intercambiabilità, al soddisfacimento immediato senza attesa, nudo e crudo. L’amore si veste dunque di incomunicabilità, perché si limita ad un contatto senza contatto, diventa impotente a se stesso, spersonalizzato e senza valore  perché gli ordini di priorità mutano. L’esperienza matrimoniale è di breve durata e disillude le aspettative, i dati confermano questo andamento. 
Il Tribunale ecclesiastico regionale  riporta il  boom delle richieste di annullamento del matrimonio tra gli anni ’90, quando erano in media 50 all’anno, e i primi del 2000, stabilizzandosi poi poco sopra i 200 casi, 221 nel 2013. Discorso simile va fatto per quanto riguarda gli appelli, negli anni 1990 sono state effettuati 100 appelli a fronte oggi di un aumento che tocca 518 convocazioni nel 2013. Le indagini dell’Istat riportano un aumento del tasso di separazioni e divorzi dal 1995 al 2011 con una crescita dal 7% a oltre il 20%. ( più del doppio). Rispetto al 1995 le separazioni sono aumentate di oltre il 68% e i divorzi sono raddoppiati. Gli incrementi più eclatanti si sono osservati nel Mezzogiorno e in Campania, dove si passa da 70,1 a 221,5 separazioni ogni mille matrimoni. Inoltre, nel 2012 in Italia sono state concesse 90 mila separazioni.  A Napoli, dove la crisi pare raggiungere picchi elevati,  le separazioni si arrestano a quota 7.900 nel 2012, un numero minore rispetto alle regioni del nord.

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Percentuali queste che riflettono il deperimento del valore giuridico e sociale attribuito al matrimonio a causa di una crisi economica che non da la possibilità di scambiare, negoziare, comunicare, assolvendo la funzione di soddisfare bisogni immediati e non duraturi.  Tuttavia, la crisi può costituire un’opportunità, l’inizio di una nuova presa di coscienza dei cambiamenti in atto . Sono queste le parole di Antonella Bozzaotra - presidente dell’Ordine- Dalla crisi nascono eventi che creano cambiamento e danno nuove possibilità. Attraverso il conflitto e la rinegoziazione si può riflettere sul patto iniziale su cui è nata la coppia. Oggi notiamo che le crisi spaventano e, appena nasce un conflitto, si tende a chiudere la relazione, perché non c’è capacità di stare nella crisi e nel conflitto. Ciò si riflette anche nell’economia in quanto risorsa fondamentale per la coppia in grado di avere un forte influenza su di essa non in termini di “quantità di denaro” per soddisfare i bisogni, ma soprattutto come scambio. Ecco, bisogna riflettere sulla crisi dei valori che sono alla base dello scambio.

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