LA RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA PUBBLICO REGIONALE

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“La politica è chiamata a risolvere i problemi, non a descriverli, un po’ come il medico”. Essa coincide con le istituzioni efficienti, lungi da tecnicismi: è dunque quella politica che aiuta le comunità ad autogovernarsi”.
In questa massima dell’evergreen Ciriaco De Mita , giovane sindaco di Nusco, tra gli ospiti del dibattito, è racchiuso un po’ il succo della mission che ha coinvolto tecnici e istituzioni nel cuore del Centro Direzionale di Napoli presso la sede della Regione Campania.

Si è partito dunque dal dibattito sulle città metropolitane che in base alla L.56/2014 (ex dl Delrio)sostituiranno le rispettive province, trasformatesi in enti territoriali di area vasta. Napoli è tra le 9 aree metropolitane previste (oltre Torino,Venezia, Genova, Bologna,Firenze, Bari, Roma capitale e dal 2016 Reggio Calabria), sotto la guida del sindaco metropolitano Luigi De Magistris, che si ritroverà ad amministrare ben 3 milioni e mezzo di abitanti.

“Il governo dice che metterà a disposizione nuove risorse economiche ma io non le ho ancora viste. Da poco abbiamo superato la fase di pre-dissesto con l’approvazione del piano di riequilibrio ma la strada è in salita. La Provincia?Dice di non avere debiti ma noi ci caricheremo comunque di tutto il tema delle società partecipate,del personale…Insomma è una sfida enorme in un contesto normativo difficile, però allo stesso tempo una riforma importante che, se considerata costituente e lungi quindi dagli aspetti partitici e di faziosità e improntata alla collaborazione di tutti, credo sia una grandissima opportunità per il Mezzogiorno”, ha detto il primo cittadino partenopeo, intervenuto nel seminario.

Presieduti dall’Assessore alle Autonomie locali Pasquale Sommese, i lavori hanno introdotto un interessante focus sulle azioni di sostegno alla programmazione 2014-20 nei sistemi territoriali e allo sviluppo di forme associative comunali. Salvatore Varriale, Capo del Dipartimento delle Risorse Finanziarie ,Umane e Strumentali ha sottolineato il punto critico della mancata crescita del Mezzogiorno, che influisce impietosamente sul rapporto Pil-debito pubblico. Nel 2004 avevamo un PIL di 1400 miliardi di euro e un debito pubblico di 1440 miliardi di euro. A distanza di 10 anni c’è stato un incremento del debito di ben 700 miliardi (superando la soglia dei 2mila miliardi), mentre il Pil è cresciuto di 1200: ciò significa che il Paese di è indebitato di ben 500miliardi di euro. Ben 80-90 miliardi di euro saranno pagati per gli interessi sul debito: sono questi i soldi che mancano ai Comuni, secondo Varriale, nonostante questi non neghi un’inefficiente gestione delle risorse da parte delle precedenti amministrazioni. I fondi per la Campania ammonteranno a 12 miliardi di euro nei prossimi 7 anni, più 2 miliardi residui della precedente programmazione.

Da febbraio a luglio sono state varie le attività finalizzate ad accompagnare i comuni campani verso la piena partecipazione ai mutamenti introdotti dalla L.95/2012. Importante è stata anche la sinergia tra Governo, Anci (associazione nazionale comuni italiani)e Upi (Unione province d'Italia)per la definizione dei programmi necessari alla corretta attuazione della L.56/2014, nonché un tavolo di partneriato sulla programmazione dei fondi strutturali 2014-2020 e su cui è stata raggiunta in tempi brevi l’intesa.

Il presidente della Regione Caldoro ha, poi, auspicato l’abbandono di sovrapposizioni da parte del Governo, affinchè si attui una “governance delle aree interne”: l’ottica di gestione deve via via essere riorganizzata mediante una maggiore semplificazione del quadro dei poteri e un più ampio coordinamento delle aree suddette. La media europea per la realizzazione dei grandi progetti, ad esempio le opere pubbliche, come ha ribadito tempo fa anche il commissario europeo Johannes Hahn, rientra nel quinquennio di programmazione, mentre quella italiana arriva addirittura ai 9 anni. Ciò induce a riflettere sulla necessità di una programmazione che sia più flessibile, onde evitare riprogrammazioni, come ha sostenuto anche Dario Gargiulo, Autorità di Gestione Fesr.

Un pezzo importante della programmazione ci riguarda: ecco perché bisogna plaudire il partenariato e le forze economiche-sociali coinvolte e sforzarci nonostante alcune rigidità europee verso il raggiungimento di un obiettivo comune, quale il bene del Paese. Al meeting hanno partecipato anche l’Avv.Luciano Schifone, Presidente del Tavolo Partenariato Regionale, il Prof.Giuseppe Zollo, Presidente Sviluppo Campania e Clelia Fusco della FormezPA , il Centro di servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle PA che ha esposto la preziosa opera del Centro nell’ambito della Linea 6, sul rafforzamento dei Sistemi Territoriali di Sviluppo e la coesione delle aree interne, senza escludere i piccoli comuni.
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