La sindrome dell'occhio secco

Stampa/PDF
Bruciore, sensazione della presenza di un corpo estraneo, senso di secchezza, difficoltà ad aprire gli occhi appena svegli e, talvolta, appannamento, riduzione dell’acutezza visiva e importante fastidio alla luce. Sono i sintomi più comuni della sindrome da occhio secco, un’alterazione qualitativa o quantitativa del film lacrimale che causa danni alla superficie oculare, di cui soffre circa il 20% della popolazione mondiale.

Quando l’utilizzo del collirio non è sufficiente a causa di un’alterazione dello stato lipidico, generalmente dovuto all’invecchiamento, l’aiuto arriva dalla terapia con luce pulsata. Il 13 gennaio a Milano, in occasione del congresso scientifico ‘Film lacrimale: nuovi trend diagnostici e terapeutici’ il dottor Edoardo Ligabue, coordinatore del team oculistico al Centro Diagnostico Italiano, presenterà i dati dell’attività clinica svolta in circa 18 mesi di attività presso il CDI dove sono stati effettuati oltre 300 trattamenti con l’utilizzo della luce pulsata: l’88% dei pazienti ha ottenuto un miglioramento soggettivo e, nel 48% dei casi, i pazienti sono rientrati nei parametri di normalità e spesso non richiedono più l’utilizzo di lacrime artificiali.

L’utilizzo prolungato di smartphone, pc e tablet, lo stare in spazi chiusi e con aria condizionata, l’invecchiamento, l’assunzione di farmaci ed alcune patologie sistemiche sono alcune delle cause più probabili di questa sindrome. La diagnosi si avvale della valutazione clinica e di alcuni test specifici indicatori della presenza di uno stato di alterazione dell’omeostasi lacrimale, come ad esempio l’Osmolarità lacrimale e il Non Invasive Break Up Time (NiBUT). In generale la secchezza oculare è associata a un’affezione del film lacrimale derivante da una produzione insufficiente di lacrime o da un eccesso di evaporazione di queste ultime (forma evaporativa). Per garantire un migliore comfort al paziente e ridare sollievo all’occhio si ricorre spesso, su consiglio medico, all’utilizzo dell’acido ialuronico cross linkato, un collirio capace di irrobustire e strutturare la lacrima generando sollievo all’occhio di 4/6 volte superiore ai tradizionali colliri in uso.

La terapia con luce pulsata, utilizzata quando l’uso del collirio non è sufficiente, cerca di rimettere correttamente in funzione le ghiandole di Meibomio, responsabili della produzione del film lacrimale, lavorando a monte del problema, quindi ripristinandone una corretta qualità e quantità. Grazie all’apparecchio E-EYE, generatore di luce pulsata policromatica, vengono prodotte sequenze di impulsi luminosi perfettamente calibrate e omogenee, applicate nell’area della palpebra inferiore e laterale. Il trattamento a luce pulsata non ha alcun effetto collaterale. L’efficacia è molto elevata su tutte le forme di disfunzione delle ghiandole di Meibomio responsabili dell’occhio secco evaporativo.

Stampa/PDF
La sindrome dell'occhio secco