La tavola periodica degli elementi compie 150 anni

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La storia degli elementi è antica quanto la storia della civiltà: col passare dei secoli ai nove elementi noti dall’antichità (Argento, Ferro, Carbonio, Oro, Rame, Zolfo, Stagno, Piombo e Mercurio) se ne sono aggiunti tanti altri e nel 1789 Antoine Laurent Lavoisier  ne riconobbe 33 ed a tre di essi Idrogeno, Ossigeno e Azoto, fu lui stesso a dare il nome. Lavoisier  nel Traité élémentaire de chimie chiarì anche cosa era da intendersi come elemento chimico: “tutte le sostanze che non abbiamo potuto decomporre con alcun mezzo sono per noi elementi”.

Nel secolo successivo, 150 anni fa, precisamente il 6 marzo 1869, alla Società Chimica Russa, Dmitrij Ivanovic Mendeleev presentò la comunicazione: L’interdipendenza fra le proprietà dei pesi atomici degli elementi.  Fu un evento straordinario che segnò la storia della Chimica: tutti i 63 elementi allora conosciuti venivano posizionati in una tavola in base alle loro proprietà chimiche e fisiche e veniva svelata una periodicità tra numero atomico e caratteristiche degli elementi.

Mendeleev era il diciassettesimo figlio di una famiglia povera siberiana e dovette trasferirsi giovanissimo a San Pietroburgo, dove fu ammesso al grande Istituto Pedagogico Statale; giovanissimo divenne professore di Chimica all’Università Statale. Di tendenze democratiche, fu boicottato dall’Accademia Russa delle Scienze perché aveva divorziato e si era risposato. Si dimise dall’Università quando un suo progetto di riforma dell’insegnamento fu respinto dalle autorità. La sua ricerca della razionalità, la sua fiducia nel materialismo, sicuramente costituirono la spinta per la concezione della tavola periodica.

Nel suo discorso al Congresso mendeleeviano, Lev Davidovic Trotskij il 27 settembre 1925 diceva: “Mendeleev dispose gli elementi in un ordine definito e poi, tramite quest’ordine, rilevò l’assenza di certi elementi. Questi elementi sconosciuti avrebbero dovuto, secondo la logica del sistema, occupare determinati posti rimasti liberi in quest’ordine. Con l’autorità di un ricercatore sicuro di se stesso, Mendeleev bussò ad una delle porte ancora chiusa della natura e dall’interno una voce rispose: Presente! Quale magnifico trionfo per il pensiero analitico e sintetico!”.

Dal 1869 il numero degli elementi è cresciuto continuamente e il 30 dicembre 2015 la IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry) ha riconosciuto la presenza di quattro nuovi elementi portando il numero complessivo a 118, completando così il settimo periodo della tavola. Come noto, gli elementi ad elevato numero atomico come quelli che seguono l’Uranio, sono estremamente instabili, con tempi di decadimento molto brevi, anche dell’ordine di pochi millisecondi. Recentemente però due isotopi superpesanti dell’elemento 117, il Tenesso, hanno dimostrato possedere emivite particolarmente lunghe avvalorando l’ipotesi che ci siano combinazioni di numero di protoni e numero di neutroni che rendono particolarmente stabili un nucleo atomico.

Di fronte a un tale monumento della storia della scienza fa veramente tristezza una lettera del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti dove, per il lancio della Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica, viene nominata la tavola periodica degli elementi attribuendola però a Gregor Mendel.

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