Teatro Sannazaro - Il teatro di Napoli

La teoria del like: la nuova forma di "giudizio" dell'età contemporanea

Stampa/PDF

Il like conosciuto come la famosa icona con il pollice in su, nasce con i social network ed è la più moderna forma di “giudizio” dell’età contemporanea.

Facebook è il social network di prima generazione, che ha sdoganato questa icona nata per indicare l’approvazione di un contenuto in forma scritta, di un testo piuttosto che di una fotografia o di un video.

Dopo il like Facebook decide di introdurre altre emoji per esprimere con un click i principali stati d’animo: l’amore, la rabbia, la tristezza, il sorriso e lo stupore.

In questo modo cerca di intercettare le innumerevoli reazioni degli utenti, che il solo like non può esprimere.
 
Attraverso delle icone si sintetizzano una serie di stati emotivi, che scaturiscono alla vista di un contenuto pubblicato sulla bacheca di un social network. In questo modo le parole si annullano per lasciare spazio alla sintesi di un’immagine.

Nonostante sia facilissimo apporre un like e non costa nulla, non si fa con leggerezza. Anzi a questo gesto si attribuisce una grande importanza, tanto da essere conseguenza di una serie di atteggiamenti psicologici e comportamentali.


Quali sono le motivazioni che ci spingono a mettere un like ?

Le motivazioni possono essere tante, in primis mettiamo il like per esprimere gradimento al contenuto di un post.

Una grande rilevanza la assume la simpatia o antipatia che suscita il titolare della pubblicazione.  Potrebbe essere il miglior post del mondo, ma se non proviamo empatia per il destinatario decidiamo di soprassedere, per non aumentare la sua autostima ed il suo egocentrismo.  

Perché ci limitiamo a mettere un like ?

Il like non è sempre figlio dell’impulso, ma talvolta è una scelta ponderata, è una modalità di comunicazione consapevole.

Con il like indichiamo al destinatario l’accettazione del contenuto pubblicato, ma anche l’approvazione della persona stessa.

Se si nutre antipatia, disgusto per qualcuno è probabile che ci si limiti ad essere un follower, ma prima di approvare un suo contenuto, può volerci del tempo.

Quali sono i motivi del "blocco del like"? 

Gli stati emotivi che determinano il blocco del like possono essere tanti: invidia, rancore, divergenze di vedute, eppure si continua a rimane tra i suoi seguaci per il gusto di confermare ad ogni pubblicazione la propria avversione.

La teoria della reciprocità del like

Secondo Robert Cialdini, uno psicologo statunitense, la reciprocità è una sorta di automatismo che si scatena quando ci si sente in obbligo verso qualcuno con cui si ha un "debito" materiale o morale.
In questo caso la qualità del contenuto non è importante, ma è primaria la necessità di restituire quanto ricevuto, che nel linguaggio dei social si traduce in un like.
Il principio di reciprocità verso tali persone ci rende più sereni nel validare un loro post attraverso un like, anche se a livello qualitativo non lo merita.

Pensate a quante volte avete visto una foto o un video che non rappresenta i comuni canoni di bellezza, ma è oggetto di una valanga di commenti positivi e like. In questo caso la simpatia e la reciprocità sono stati l’elemento scatenante.

Il walzer del like la nuova frontiera del corteggiamento

Il like diventa una nuova forma di comunicazione in amore. Se ci sono delle implicazioni emotive mettere un like diventa una scelta ponderata e vuol indicare approvazione alla persona per cui si ha interesse.

Al contrario se il tanto agoniato like non arriva si può tradurre in una forma di disapprovazione o mancato interesse.

Una sorta di valzer del corteggiamento a suon di like, una conversazione muta dove, quello che anni fa si dimostrava con fiumi di lettere oggi, si riduce alla presenza di un emoji su un contenuto on line.

Il like come arma per ferire

Il mancato like nelle persone con scarsa autostima può essere anche un’arma che ferisce e fà danni. Lo stesso instagram a fine 2019 ha deciso di limitare la visualizzazione dei like.

Tale scelta nasce per non influenzare i followers e lasciarli liberi di poter esprimere e condividere con serenità i propri contenuti.  Entra in campo così la riprova sociale, un altro principio della persuasione di Robet Cialdini. Le proprie scelte possono essere influenzate dai comportamenti di altri utenti .

Se una foto ha molti like vuol dire che gode dell’approvazione di molti, e quindi anche della nostra, al contrario se ha pochi like, pur essendo un contenuto di buona qualità perde improvvisamente di interesse.
Non è infatti la qualità a farne il valore, ma l’approvazione degli altri.

La volontà di eliminare la visulizzione dei like, nasce anche per limitare gli effetti negativi che questa nuova modalità di comunicazione ha portato in persone con scarsa autostima.

Le patologie comportamemtli scaturite dalla nuova società iperconnessa sono tante, e nei casi più gravi puo portare anche conseguenze sulla psiche del soggetto.
Stampa/PDF
La teoria del like: la nuova forma di "giudizio" dell'età contemporanea