La vacanza social e quando pubblicare diventa compulsivo

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La vacanza estiva è un momento che si aspetta con trepidante attesa tutto l’anno. L’impazienza di un viaggio organizzato da tempo verso una meta ambita, piuttosto che semplicemente la possibilità di staccare la spina dagli impegni lavorativi e familiari o dal semplice tran tran quotidiano, per ricaricare le energie e prepararsi ad affrontare il resto dell’anno.

Ognuno sceglie la propria vacanza in base ai gusti, alle esigenze, agli stili di vita, alla disponibilità economica e alla compagnia: le vacanza da single, in coppia, in famiglia o con amici. Tutti questi elementi sono determinanti per capire la tipologia di vacanza che si preferisce, ce ne sono infatti vari tipi .

Quanti tipi di vacanze esistono
C’è quella itinerante, qui la parola d’ordine è svegliarsi ogni giorno in un posto nuovo in barba alla sedentarietà.
La vacanza avventura dove nulla è programmato, non c’è nessuna meta prestabilita, zaino in spalla ci si lascia guidare solo dall’istinto.
La vacanze di gruppo, stile villaggio turistico con il gioco aperitivo, il risveglio muscolare a bordo piscina e lo spettacolino a fine serata, si mangia tutti insieme, folla e caos regnano sovrano, parola d’ordine divertimento.
Infine la vacanza relax dove il massimo della fatica è alzarsi dal lettino per buttarsi a mare o in piscina, movimento ridotto ai minimi termini e socializzazione solo se necessaria.
Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutti i tipi di portafoglio, perché diciamoci la verità anche il fattore economico è un elemento non da poco conto. Esiste, invece, una vacanza che non subisce flessioni, che accomuna molti e che non ha bisogno di grandi distanze, ma solo di tanto wi-fi: mi riferisco alla la vacanza Social.
 
Cos'è la vacanza social?
La vacanza social è la vacanza vissuta più a suon di like che a suon di esperienze. E’ la cronistoria puntuale del viaggio, che sia esso al mare in montagna o in città. Un racconto minuto per minuto dal cornetto a colazione, all’ultimo pensiero prima di addormentarsi.
E’ la necessità di condividere con il mondo la propria esperienza. L’obiettivo dello smartphone diventa un compagno di viaggio, un terzo occhio, il biglietto gratuito per la partenza.
Il social prende il posto di quello che tempo fa era il “diario”, dove si appuntavano gli episodi più belli, più divertenti e a fine vacanza si sviluppava il rullino fotografico per mantenere vivo il ricordo. Oggi questo accade a suon di post e di storie sui social, a cui si affida la memoria dei momenti vissuti.

Perché sentiamo l’esigenza di condividere con gli altri?
Sentiamo questa esigenza per due motivi: uno perché la felicità si amplifica se condivisa e due perché accresce la soddisfazione di aver scelto un bel posto, di aver visto un bel panorama o di aver trascorso dei bei momenti. Spesso c’è chi ha amici o parenti lontani e con una foto o un post sente di accorciare le distanze, facendo vedere a chi gli vuole bene che tutto procede nel migliore dei modi. Si possono condividere anche esperienze negative, in questo caso però lo si fa perché spesso si ha necessità di un supporto morale quasi di una consolazione, per alleviare o dare sfogo alla delusione per quanto accaduto .

Il lato negativo della vacanza social  
Il lato meno sano della vacanza social è l’ostentazione a tutti i costi. In questo caso non si mostra per condividere e amplificare la gioia, ma per ampliare il proprio ego personale.

Il post compulsivo
Postare in maniera quasi compulsiva è un altro elemento della vacanza social, tutto deve essere condiviso. Cosa si mangia a colazione, pranzo e cena, il mare cristallino, la gita in barca, il locale giusto, il tutto accompagnato da un sottofondo musicale o da una frase ad effetto, che sia propria o una citazione di qualcun altro. Il telefono diventa un appendice della mano e trasmette in diretta social ogni evento, dal più interessante al più banale.

Come possiamo difenderci dagli inganni?
Innanzitutto creando coerenza tra quello che la persona ci mostra sui social e quello che sappiamo di lei/lui, non mi riferisco ovviamente a un personaggio pubblico la cui conoscenza diretta è difficile, ma ad amici e conoscenti. Noi abbiamo la possibilità di capire cosa è vero e cosa non lo è. Il lato positivo è che i social ci danno un grande potere e cioè di scegliere di seguire chi ci piace appassionandoci alle sue vicende e invece abbandonare chi non ci piace più con la velocita di un click.

Astenersi criticoni
La potenza del click sta proprio nel fatto che non dobbiamo seguire per forza una persona, ma abbiamo una grande facoltà di poter decidere a chi dedicare il nostro tempo. Proprio come quando facciamo zapping alla tv, se un programma non ci interessa basta cambiare canale. Quindi, se una persona o un personaggio non incontra il nostro gusto, prima di esternare commenti poco piacevoli o di consentire che la rabbia prenda il sopravvento a ogni singolo post, scatenando la critica più feroce, compiamo un atto liberatorio e di grande potere: non seguiamo più il personaggio poco desiderato.
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