L'Altro Ottocento si tinge di luce. I capolavori ripescati di Napoli

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Apre la mostra un suggestivo tuffo nel passato con gli antichi mestieri dei napoletani e l’arte di portare in tavola il cibo. È così che il refettorio superiore del complesso monumentale di San Domenico Maggiore ha accolto i (pochi) visitatori della mostra “L’altro Ottocento” curata da Isabella Valente con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli che fino al 28 febbraio vi mostrerà gli splendori nascosti del pittoresco risorgimento napoletano. Quadri che in parte erano conservati nei depositi del Comune altri invece esposti in altri imponenti edifici di culto come il Pio Monte della Misericordia. Scene di vita quotidiana, pastori, uomini di famiglia al ritorno dal lavoro, contadine, religiose, sguardi di donna e corpi femminili nudi, come il meraviglioso Pallida mors di Mario Borgoni (1891). I quadri di chiaro periodo post unitario ci proiettano in quel periodo difficile del post unità d’Italia, ma sono anche scene di chiaro sfondo verista del sacro mondo della quotidianità. Così come sacri sono gli autori di questi capolavori che nulla hanno di meno ai grandi famosi dell’Ottocento ed è così che con grande pregio il Comune di Napoli li riporta alla luce in uno scenario ancora più grande come quello del Grande Refettorio del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore che con le due meravigliose visioni nelle pareti di fondo fa da cornice all'esposizione: l'una con la rappresentazione de l’Ultima Cena, l’altra con una visione prospettica di chiaro richiamo allo stile pompeiano classico di terzo stile.

Gallery
Un racconto
Luigi Scorrano, Un racconto (1879)

Una croce sul Vomero
Francesco Saverio Altamura, Una croce sul Vomero (1869)

Pallida mors
Mario Borgoni, Pallida mors (1891)

San Domenico maggiore, refettorio
San Domenico Maggiore, Sala del Grande Refettorio

Antichi mestieri, mostra
Antichi mestieri, ingresso mostra

Foto Francesca Perna
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L'Altro Ottocento si tinge di luce. I capolavori ripescati di Napoli