Teatro Sannazaro - Il teatro di Napoli

Le morti illustri che colpiscono il mondo della cultura italiana

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Alberto Arbasino, Lucia Bosè e Gianni Mura sono scomparsi nel corso delle ultime giornate. Ci lasciano tre grandi protagonisti del panorama italiano (anche se di ambiti italiani). Da due delle firme giornalistiche e letterarie più importanti degli ultimi decenni arrivando ad una delle attrici più famose, amate e popolari sin dagli cinquanta.

Lucia Bosé, una donna simbolo di bellezza ed eleganza

Nata a Milano, Lucia Bosè trionfa in quel di Miss Italia 1947 e da lì in poi inizierà una lunga e sfavillante carriera cinematografica. Il debutto sul grande schermo avviene nel '50, con Non c'è pace tra gli ulivi di Giuseppe De Santis, in cui vestiva i panni di una pastorella ciociara, affiancata da Raf Vallone e Folco Lulli. Lavora con Fellini (Satyricon), i Taviani (Sotto il segno dello scorpione), Marguerite Duras (Nathalie Granger), Francesco Rosi (Cronaca di una morte annunciata), Roberto Faenza (I viceré), Ferzan Ozpetek (Harem Suaré). Negli ultimi anni un'apparizione come Donna Isabella nella serie Capri. Ad annunciare la morte dell’attrice è il figlio Miguel che, tramite instagram, informa sulla comparsa della madre in quel di Segovia in Spagna.

Alberto Arbasino, una penna fuori dal conformismo

Se si pensa all’anticonformismo, si pensa ad Alberto Arbasino. Lo scrittore nato a Voghera è stato uno dei maggiori rappresentanti della letteratura surrealista e protagonisti del Gruppo 63, il movimento letterario che si costituì a Palermo nell'ottobre del 1963 composto da giovani intellettuali fortemente critici nei confronti delle opere letterarie ancora legate a modelli tradizionali tipici degli anni Cinquanta. Si considerava uno scrittore espressionista, e considerava Super Eliogabalo il suo libro più surrealista e anche quello più espressionista: «soprattutto per le descrizioni dei luoghi, che sono sempre onirici e deliranti». Si è spento nella giornata del 22 marzo, domenica, dopo una lunga malattia.

Gianni Mura, testimone e penna dello sport italiano

Storica penna di Repubblica e una delle più grandi firme del giornalismo sportivo mondiale, Gianni Mura è morto all’ospedale di Senigallia, dov’era ricoverato da lunedì dopo un malore. Nato a Milano nel 1945, ha iniziato la sua carriera come penna della Gazzetta dello Sport. Calcio e di Ciclismo, le sue passioni che ha raccontato per decenni e scrivendo le pagine più importanti del mondo del pallone e della bicicletta. Oltre lo sport, il cibo: si è occupato, infatti, anche di recensioni eno-gastronomiche.

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