Lettura a due voci

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Capita a maggio di essere invitate per una lettura a più voci di versi scelti tra gli scritti dei poeti C. Baudelaire e G. Fresu, nella Casa Circondariale “G. Salvia” di Poggioreale, il reparto è quello del centro clinico San Paolo diretto dalla dott.ssa Annalaura de Fusco, dove sono accolti i detenuti bisognosi di cure.

L’invito arriva dall’educatrice Patrizia Giordano che segue i detenuti nel progetto di lettura della 7edizione di “Maggio dei libri” dal titolo “Leggiamo insieme”, promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni Culturali e delle Attività per il Turismo e sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica.
La finalità comune e la sfida del Maggio dei libri, sono quelle di dare spazio alla creatività e all’originalità mostrando non solo quanto leggere sia benefico e piacevole, ma anche come nessun luogo sia davvero estraneo ai libri e, non a caso, uno dei filoni tematici di quest’anno riguarda il paesaggio, così pregnante nella poesia di G. Fersu, mentre l'altro ha a che fare con l’anniversario di vari autori tra i quali quello di Baudelaire.
                                                                                                                                 
Supponiamo che comprendere la poetica di Baudelaire non sia stata una passeggiata per i quattro detenuti che si sono avventurati nella lettura di versi e prosa poetica tratti dalla raccolta “Lo spleen di Parigi” del poeta.

Baudelaire è un simbolista con radici nel romanticismo nonché precursore del decadentismo, un tipetto scontroso, ecco, con una sua discutibilissima visione delle donne, malinconico e solitario ma poeta sublime, universale e grande innovatore.

A noi, o meglio alla giovane attrice Marina Bellucci, il compito di leggere i versi della poetessa Grazia Fresu, assente per motivi di lavoro e che ha voluto essere presente con un video di saluto registrato per i detenuti col suo stile diretto e appassionato come il suo temperamento di autrice mediterranea, colta, raffinata e amante della vita.
                                                                                                                                       
Non eravamo mai entrate nella Casa Circondariale di Poggioreale, e per orientarci nel suo labirinto abbiamo avuto la guida gentile dell’agente di custodia Schettino che ha finito anche col prestarci gli occhiali da lettura.

Il luogo dell’incontro è la Cappella del reparto, vuota al nostro arrivo, che pian piano si è riempita con i detenuti venuti a leggere o ad ascoltare. Sono arrivati in tanti, alcuni sulle sedie a rotelle.

Salvatore B., Ciro E., Salvatore E. e Luigi C., i quattro lettori che con costanza e passione hanno seguito gli incontri, organizzati dall’educatrice, per prepararsi alla lettura di Baudelaire.

Presenti il sorriso accogliente della direttrice A. de Fusco,  l’Ispettore Iasio, l'appassionato lettore ed assistente capo Di Lorenzo ed alcuni agenti di custodia.

Beh, l’emozione ci ha afferrati tutti, loro e noi, al primo incrociarsi di sguardi. Chissà forse il pensare alle difficoltà del vivere, non sempre uguali per tutti noi, alla lontananza dagli affetti, al rumore dei cancelli che si schiudono per poi richiudersi al loro passaggio mentre noi, tra un po’, saremo di nuovo fuori al sole, ci fa dimenticare le ragioni della detenzione che francamente in questo contesto non sono rilevanti, è un incontro letterario, in fondo, e prima di tutto umano.

Cosa vorremmo scambiare davvero con loro oltre al piacere della lettura e della comprensione dei versi scelti? Emozioni, di sicuro, e poi le ragioni personali e non che hanno fatto e fanno del leggere uno strumento di conoscenza, di compagnia, di consolazione e di libertà dello spirito.

Vorremmo raggiungere i cuori per comunicare la bellezza della vita, dei luoghi infiniti in cui camminare liberi, di altri modi per farlo.

Catturiamo occhi attenti, in ascolto, partecipi.

I quattro lettori, sapremo poi, hanno iniziato a scrivere spontaneamente stimolati dal progetto stesso. Hanno scritto delle favole che vorrebbero raccontare ai figli, degli animali, di argomenti vari come l’essere qualcun altro per un giorno, un architetto ad esempio. Hanno scritto tanto ritenendo prezioso lo spazio e il tempo a loro disposizione. La lettura è stata una pausa, l’occasione di un incontro con noi e gli altri detenuti, le loro voci ci hanno rimandato impegno, volontà di esserci e conoscere ed emozioni.

Prima di andare una stretta di mano,commenti gentili e un ultimo incrociarsi di sguardi.
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