Lo sguardo altrove

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Si è tenuta a Milano, presso il Chiostro del convento dei Frati Cappuccini in viale Piave 2, la mostra “Lo Sguardo Altrove – Sculture e Versi contro l’indifferenza corale”. L’evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Milano, col patrocinio e contributo del Municipio 3, in collaborazione con Opera San Francesco e con la partecipazione della fio.PSD (Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora) e di Comieco.                                                          
La mostra ha proposto un percorso esperienziale fra le sculture di Matteo Volpati e i versi di Guido Lopardo, ideatori del progetto. Nei tre giorni di esposizione, il visitatore entrerà in contatto con le sculture realizzate con dimensioni e sembianze umane, contaminate dalle parole dirette e dai ritmi mistilinei delle poesie tratte dalla raccolta “La Corazza di Ettore". Le persone senza dimora, nella loro condizione di povertà, solitudine ed emarginazione, sono rappresentate dagli artisti attraverso una prospettiva inedita.

Quella dello ‘sguardo altrove’ dei più nei confronti di una umanità che viene percepita come ‘altra’ e dunque non considerata, un atteggiamento comune e condiviso che alimenta e aggrava il problema. “Il concetto dello ‘sguardo altrove’ – tratto da un verso della poesia “Lacrime Sporche”, la stessa che mi ha portato a conoscere Matteo –  ha assunto sempre più spessore. Fino ad arrivare a sintetizzare l’obiettivo più profondo di questa mostra: non tanto segnalare l’esistenza del fenomeno della povertà o della condizione dei senza dimora, quanto mettere al centro noi stessi e tutte le persone ‘normali’ che con noi condividono la corale indifferenza al problema. Siamo indifferenti, seppur consapevoli, ed è questo, credo, l’aspetto che fa più male”, ha dichiarato Guido Lopardo. "Le persone senza dimora sono gli ultimi, sono i disperati che tutti tendiamo a dimenticare. Tuttavia, se ci fermassimo a prestare loro attenzione, potremmo coglierne la ricchezza di sfumature. È quello che ho cercato di fare con le mie sculture: catturarne e rappresentarne tutta l'umanità", ha aggiunto Matteo Volpati.

La combinazione di scultura e poesia rafforza questo messaggio, le due forme espressive diventano un solo linguaggio declamato a due voci. Tutto è coerente: le opere (sia le sculture, sia le poesie) sono state create con cartoni di scarto. Quegli stessi che troppe volte diventano un tetto, una coperta e quasi una seconda pelle per le persone senza fissa dimora. “Le forme modellate con maestria da Matteo Volpati mostrano chiaramente di essere state realizzate da chi ha la stessa sensibilità e l’attenzione che vediamo nei volti dei nostri volontari che prestano ogni giorno servizio in OSF. I versi di Guido Lopardo comunicano tutta la consapevolezza e l’umanità di chi ha osservato con attenzione chi è in cerca di aiuto, per poi raccontarlo”, ha così commentato Padre Maurizio Annoni, presidente di Opera San Francesco, tra i sostenitori di questa mostra, portando l’attenzione anche su chi non volge lo sguardo altrove, come gli oltre 930 volontari e i benefattori di OSF.

Luca Costamagna, assessore alla cultura Municipio 3 ha dichiarato: “Questa mostra mette al centro l’urgenza della capacità di osservare, la necessità di scrutare l’orizzonte delle cose da fare facendone emergere l’anima, i volti, le persone. Ogni giorno a contatto con associazioni e realtà del territorio, come istituzione ci rendiamo conto che la solitudine di certe situazioni e l’incapacità di certe opere di essere conosciute è dovuta proprio all’assenza di sguardi che non ne permette la conoscenza. Il lavoro che operiamo ogni giorno è quello di rafforzare davvero, nonostante tutte le difficoltà, il compito di regia pubblica che vuole mettere in relazione realtà che compiono attività simili per simili bisogni”.

Per l’alto valore artistico e il messaggio civico che porta con sé, la mostra si avvale del patrocinio del Comune di Milano, del patrocinio e contributo del Municipio 3, della collaborazione di OSF e della partecipazione di fio.PSD e Comieco.

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Lo sguardo altrove