Lo stato del ransomware in Italia

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Il malware, e il ransomware in particolare, è oggi il più diffuso e globale problema da risolvere per chi si occupa di sicurezza informatica. Un attacco di questo tipo è in grado di mettere in ginocchio, in pochi minuti, piccole e grandi aziende, anche quelle più strutturate con sistemi antivirus di nuova generazione e soluzioni di business continuity. Nel 2017 il più famoso attacco di questo genere fu Wannacryche mise in ginocchio ospedali e università, ma molti altri, ogni giorno, colpiscono imprese di ogni settore.

Achab - azienda specializzata nella distribuzione di soluzioni software a valore – ha elaborato l’attesa seconda edizione di una ricerca condotta su un campione di 150 fornitori di servizi IT italiani, regalando una fotografia puntuale e dettagliata sul reale panorama della sicurezza italiana. Il valore aggiunto del white paper prodotto da Achab (in allegato) è il fatto di essere stato scritto con l’aiuto di chi, di mestiere, prova a fare i conti con una delle più dolorose piaghe informatiche dell’ultimo decennio.

In Italia quasi il 90% dei managed service provider intervistati ha eseguito interventi in seguito ad attacchi ransomware negli ultimi due anni. Addirittura oltre il 30% ha dovuto eseguire 5 o più interventi solo nel 2017. Dati allarmanti, riferiti all’Italia in particolare ma in linea con il panorama mondiale, che non fa presagire nulla di buono: oltre l’80% degli Msp dichiara che il ransomware è destinato ad aumentare nei prossimi 12 mesi e il 19% di questi pensano che aumenterà in modo significativo.

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