Lost and found

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Grande successo per la mostra "Angelo Accardi. Lost and found" che prosegue presso la galleria VS Arte a Milano fino al 4 novembre. L'esposizione, a cura di Mimmo Di Marzio, presenta tele inedite di grandi, medie, piccole dimensioni, esposte accanto a sculture e installazioni, che giocano sul costante dualismo fra reale e irreale, apparenza e significato, ricche di simboli e di visioni nascoste.

Angelo Accardi, artista attento allo studio della società e dell'uomo descrive nelle sue opere squarci di vita quotidiana, di paesaggi urbani animati da presenze simboliche, soprattutto animali, che rappresentano le chiavi interpretative di realtà celate e sono testimoni della tensione e della paura caratterizzante l'epoca attuale.
 
Su sfondi di architetture estremamente realistiche, in abitazioni e musei come si osserva nelle nuove tele dei grandi cicli MisplacedBlend e nei lavori creati ad hoc, compaiono struzzi dalle tonalità cromatiche accese, dal piumaggio verde, rosso, blu o giallo e rinoceronti che con un'apparente vena ironica si inseriscono in questi contesti. Guardandoli attentamente si percepisce, tuttavia, nel loro irrompere nelle scene, una minaccia, un pericolo e un disagio che rappresenta lo stato di agitazione e di irrequietezza nei confronti della contemporaneità.

Le opere d'impronta realistica, studiate nei dettagli e nella composizione, realizzate a tecnica mista con interventi di pittura gestuale, si soffermano sul rapporto con il tempo, dove il passato viene messo in costante confronto con il presente. Gli sfondi - architetture e stanze con citazioni di capolavori artistici di Velasquez, Picasso, Liechtenstein, Bacon che rimandano a periodi precedenti o di frames tratti da film famosi e di nicchia - rappresentano una sorta di stabilità, che viene turbata dall'arrivo di irriverenti animali, simbolo dell'epoca odierna. Talvolta s'incontrano anche altri elementi in connessione con il contemporaneo, personaggi pop o dei cartoons legati alla cultura di massa, come i Minions e iSimpson, che svelano con ironia le evoluzioni del linguaggio visivo.
 
Nei lavori di Angelo Accardi le presenze umane appaiono immobili, cristallizzate e in contrapposizione agli ingombranti pennuti in costane movimento, che osservano, analizzano e divengono i protagonisti della scena.
 
Afferma il curatore Mimmo Di Marzio "Quella di Accardi è una pittura spiazzante, carica di evocazioni e citazioni, eppure fortemente intima. Le sue visioni surreali contrastano con il realismo della rappresentazione e rompono definitivamente quel confine tra realtà e fiction già messa in crisi dalla civiltà della rete".
 
L'artista effettua un'operazione di decontestualizzazione, per cui l'animale selvaggio ed esotico è inserito in ambientazioni a lui estranee e allo stesso tempo viene provocato nel visitatore un effetto sorpresa che stimola le coscienze e invita a riflettere sulla quotidianità.

In mostra si ammira inoltre una selezione di sculture e installazioni, realizzate con materiali differenti fra cui ferro, metallo, lamiera e plastica fusa, i cui soggetti sono nuovamente gli struzzi, che collocati accanto alle tele fanno le veci di sentinelle. Vengono dunque ricreate affascinanti situazioni di "opera nell'opera", dove la realtà espositiva riproduce ciò che è stato dipinto all'interno della tela, generando un senso di straniamento nel visitatore che "perde e trova" il contatto con il mondo reale, un metaforico "lost and found".
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