Mangimi medicati: via libera dell'UE

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Gli ambasciatori presso l'UE riuniti in sede di Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) hanno confermato l'accordo raggiunto il 19 giugno tra la presidenza bulgara del Consiglio e i rappresentanti del Parlamento europeo su un regolamento relativo ai mangimi medicati, ovvero i mangimi che contengono medicinali allo scopo di trattare o controllare malattie negli animali di allevamentospecie d'acquacoltura e animali da compagnia.

Scopo delle nuove norme è armonizzare a un elevato livello di sicurezza la fabbricazione, la commercializzazione e l'utilizzo di mangimi medicati e di prodotti intermedi nell'UE e di rispecchiare il progresso tecnico nel settore.

Oggi abbiamo inserito l'ultimo pezzo del puzzle: il pacchetto "medicinali veterinari" è completo. Il settore dispone ormai di norme moderne che promuoveranno la competitività e l'innovazione, faciliteranno gli scambi e rafforzeranno la lotta dell'UE contro la resistenza antimicrobica.

L'attuale quadro giuridico per i mangimi medicati risale al 1990, prima della creazione del mercato interno, e da allora non è mai stato adeguato, dando luogo a discordanze nell'attuazione tra gli Stati membri dell'UE.

Per rimediare a questa situazione e creare le condizioni necessarie a garantire parità e innovazione nel settore, le nuove norme:

  • definiscono i criteri per il riconoscimento degli operatori del settore dei mangimi e i loro obblighi per la fabbricazione di mangimi medicati
  • stabiliscono per la prima volta requisiti armonizzati volti a evitare la contaminazione incrociata di sostanze attive dai medicinali veterinari ai mangimi non bersaglio. Entro quattro anni dall'entrata in vigore del regolamento, la Commissione dovrà fissare livelli massimi di contaminazione incrociata per gli antimicrobici, sulla base di dati scientifici forniti dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) o dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA)
  • chiariscono la prescrizione e l'utilizzo di mangimi medicati che contengono antimicrobici negli animali destinati alla produzione di alimenti
  • vietano la profilassi (ossia la somministrazione preventiva di antibiotici o antimicrobici agli animali, quando una malattia non è stata diagnosticata)

Tutto questo contribuisce a garantire i più elevati standard al mondo nella lotta contro la resistenza antimicrobica.

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