Mariusz Wilczynski: il cinema di animazione polacco al Bergamo Film Meeting

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Dal 9 al 17 marzo 2019 la città di Bergamo ospiterà la 37ª edizione di Bergamo Film Meeting, un incontro dedicato al cinema, e non solo. Fuori dalle sale cinematografiche infatti, gli spazi della città saranno letteralmente invasi da concerti, eventi speciali, presentazioni di libri, laboratori e incontri con gli autori e i protagonisti dei film proiettati in sala.

Il primo incontro del festival, lunedì 11 marzo, al BFM BOOKSHOP in Piazza della Libertà, è dedicato proprio all’animatore polacco Mariusz Wilczynski. Classe 1964, laureato all’Accademy Fine Art di Łódź, Mariusz Wilczynski è considerato uno degli artisti più influenti del panorama cinematografico d’azione. Ha ricevuto tantissimi riconoscimenti tra cui il Golden Hugo per il film Unfortunately (Niestety, 2004) premiato come Miglior Film d’Animazione al Chicago International Film Festival nel 2005  e il per il film In the Stillness of the Night (Wśród nocnej ciszy, 2000) come Miglior Film d’Animazione all’European Independent Film Festival di Parigi. Mariusz Wilczynski è un regista, pittore, performer, scenografo e ha realizzato numerosi video musicali per artisti di spicco. I suoi lavori sono originali e ricchi di pathos.

Quest’anno, Bergamo Film Meeting in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma, presenta tutti gli 11 lavori dell’artista tra cuiAllegro ma non troppo (1998), From the Green Hill (1999) e Death to Five ( Śmierć na pięć,  2002). I film di animazione  di Mariusz Wilczynski si caratterizzano per le sue visioni oniriche nelle quali l’artista esplora le dimensioni note  e quelle non note. Le sue creazioni sono vera e propria poesia, aperte alle più diverse interpretazioni. E’ un’arte d’avanguardia, a tratti ermetica ma che riesce comunque a catturare lo spettatore, rapito dai temi universali che Mariusz rappresenta nei suoi film come la solitudine, l’amore, la morte, l’abbandono, il tempo che passa. Nei film d’animazione l’artista dà ampio sfogo alla sua creatività, liberandola da schemi e convenzioni perché possa giungere allo spettatore svincolata da limitazioni.  Le sue storie sono sempre un miscuglio di realtà e fantasia dove anche nelle vicende apparentemente comiche come in Kizi Mizi si nascondono amare riflessioni.



articolo presente in www.sguardoadest.it

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