Mata Hari: la storia della spia ballerina

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Fra le prime donne della nostra rubrica non potevamo non annoverare Mata Hari, l’abile incantatrice diventata una temibile spia durante il primo conflitto mondiale.
Mata Hari nasce il 7 Agosto del 1876 a Leeuwarden, in Olanda, come Margaretha Geertruida Zelle. Prima di quattro figli, vive una vita agiata almeno sino a quando il padre va in bancarotta e abbandona moglie e figli per scappare con un’altra donna ad Amsterdam. Margaretha ha solo quattro anni. Appena adolescente, la piccola viene mandata dal padrino in una scuola per diventare insegnante d’asilo, ma è costretta a interrompere gli studi poiché uno dei suoi insegnanti si innamora follemente di lei.
A 18 anni, sfogliando il giornale, nota per caso un annuncio: il generale Rudolph Mac Leod cerca moglie. Si tratta di uno scherzo goliardico degli amici di Mac Leod, Marghareta risponde subito all’annuncio e da qui inizia un grande amore che porterà, nel 1895 al matrimonio dal questo matrimonio nascono due bambini: Norman e Jeanne Louise.
Margaretha, è una donna che non ama la vita ordinaria, si tratta di una personalità profondamente innovativa e con uno spiccato interesse per le danze locali di Giava dove lei e la sua famiglia risiedono inizialmente. Qualche tempo dopo il matrimonio, Mac Leod ottiene una promozione, così, la famiglia parte per Sumatra dove purtroppo Margaretha è costretta a fare i conti con una grande prova. I suoi bambini vengono avvelenati, molto probabilmente dalla loro governante, il primogenito non sopravvive. Per la coppia inizia un periodo molto difficile che porterà alla separazione.
A Mata non resta molto, Mac Leod le porta via anche sua figlia, così, con dei cocci da sistemare la bella Margaretha parte per Parigi.
Qui, inizia a svolgere qualche lavoretto come modella per qualche artista, sfruttando la sua indiscutibile bellezza, tuttavia, l’impiego non le consente la piena indipendenza, così, decide di reinventarsi e diventa “Lady Mac Leo danzatrice esotica” una ballerina che propone uno spettacolo particolarmente insolito per il periodo. Interpreta delle sacerdotesse del dio Shiva che, danzando, mimano un rapporto amoroso sino quasi a denudarsi. Si tratta di una specie di spogliarello dai tratti rivisitati.
Lo spettacolo proposto diventa un grande successo, tanto, che viene invitata a danzare nella libreria del museo dell’Arte Orientale per un pubblico d’élite il 13 Marzo del 1905. Da qui inizia la sua spettacolare carriera come Mata Hari ossia occhio dell’alba in malese, nome, suggeritole dal direttore del Museo Monsieur Guimet.
Pur non avendo ricevuto alcuna preparazione tecnica, Mata Hari, incanta e danza in posti come Moulin Rouge, Trocadéro, Folies Bergère con uno spettacolo totalmente diverso da quelli proposti in quel periodo. Inventa una danza tutta sua, così come reinventa il suo passato ad ogni intervista. I migliori quotidiani parlano di lei, viene invitata a esibirsi alla Scala e all’Opera di Parigi incuriosendo artisti del calibro di Giacomo Puccini.
Ad attirare il pubblico è sicuramente l’alta componente erotica del suo spettacolo, in cui si presenta vestita solo di alcuni gioielli che coprono seno e fianchi. Per lei questo è un periodo d’oro, circondata da amanti che la omaggiano e pagano i suoi conti.
Dopo dieci anni di carriera, quasi quarantenne, è costretta a tornare in Olanda a causa del conflitto mondiale ormai alle porte. Prova a contattare la figlia che rifiuta l’incontro, così, mantenuta da un vecchio amante, Mata Hari decide di tornare a Parigi nell’autunno del 1915 per prendere le sue ultime cose e, probabilmente, per giocare le sue ultime carte. Prima di partire viene avvicinata da un console tedesco in cerca di reclute per attività di spionaggio che le propone di lavorare per il governo tedesco. In quel periodo le belle donne rappresentavano una buona arma per reperire informazioni di ogni genere.
La proposta è economicamente allettante, per cui, Mata Hari accetta di diventare una spia: H21. La prima missione è un flop, così chiede altri soldi per un altro viaggio a Parigi, i tedeschi accettano ma la “mandano a scuola” in Germania da Fräulein Doktor, una famosa spia dell’epoca. Torna a Parigi, in missione e qui incontra un militare russo, Vadim Masslov del quale si innamora follemente.
L’uomo, molto più giovane di lei, la conquista subito, tanto, da generare il desiderio di un matrimonio. Dopo poco il militare viene ferito e Mata Hari chiede il permesso di recarsi a Vittel, dove incontra il capo dei servizi segreti francesi, Ladoux. Questi, sospetta subito della donna e la mette alla prova proponendole un lavoro come spia per il governo francese. Per recuperare i soldi per sposare il suo giovane amore Mata Hari accetta e si imbarca in un doppio gioco che non porterà altro che problemi.
Viene spedita dal Governo Francese in Spagna per ottenere informazioni dall’addetto militare all’ambasciata tedesca Arnold Von Kalle. La missione si rivela positiva, la donna riesce a carpire le informazioni relative a uno sbarco tedesco nella parte francese del Marocco.
Durante la missione, però, compie un’imprudenza che le costerà cara, invia le informazioni richieste tramite posta regolare; posta, che all’epoca veniva letta sia da Von Kalle che dagli agenti del controspionaggio internazionale che la tenevano d’occhio già da un po’ di tempo.
Pare che il governo tedesco, scoperto il tradimento di Mata Hari, abbia svelato la copertura della donna volontariamente. Nel Febbraio 1917 la bella danzatrice viene così arrestata e portata nel carcere di Saint Lazare con l’obiettivo di ottenere una confessione ma Mata Hari nega di essere stata al servizio dei tedeschi sino a quando le vengono mostrati i telegrammi in cui viene indicata come H21. Decide, così, di raccontare la verità, sostenendo di aver voluto sfruttare i tedeschi per danaro e di non aver mai rivelato notizie francesi.
Viene condannata a morte con l’accusa di spionaggio contro la Francia. Nessuno riesce a difendere la donna e a evitare l’esecuzione.
Dopo la condanna, è spedita in una cella con due suore per evitare che si potesse suicidare, qualcuno racconta che abbia danzato per le donne prima dell’esecuzione avvenuta all’alba del 15 ottobre del 1917, evento, al quale il suo amato Masslov non si presenta nemmeno. Mata Hari avvolta in abiti elegantissimi e più fiera che mai va incontro al suo destino, rifiuta di essere bendata e, coraggiosamente, affronta la sua realtà. Nessuno reclama il suo corpo che finisce in una fossa comune. Si tratta di una storia affascinante e misteriosa, ricca di intrighi e di giochi politici quanto di amore. Mata Hari è stata una donna capace di tener testa a gli uomini potenti del suo tempo senza mai abbassare la guardia. Ha rischiato per amore e non si è mai piegata nemmeno nei suoi momenti più difficili. E’ un esempio di indipendenza e di femminismo più unico che raro.
  
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