Minimi avanzi

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Nella suggestiva cornice della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, verrà presentata al pubblico l'attesa mostra "Bertozzi & Casoni. Minimi Avanzi".

Nata da un'idea di Verticale d'Arte, promossa e organizzata da quest'ultima in collaborazione con i Musei Civici di Ascoli Piceno e curata da Stefano PapettiElisa MoriGiorgia Berardinelli Silvia Bartolini, è la prima grande personale che ha luogo nelle Marche dedicata agli artisti Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni, romagnoli di provenienza ma internazionali di fama.

L'esposizione ha come tema privilegiato il food in tutte le sue declinazioni: avanzi di cibo, rifiuti, lattine, rimasugli, pattumiere, ma anche fiori, farfalle, animali, giornali, ed elementi della vita quotidiana che, sapientemente smembrati e riassemblati, compongono le insolite nature morte realizzate in ceramica policroma che hanno reso celebri i due artisti.

Il percorso espositivo, dunque, si compone di ben 25 opere dai diversi formati, cui si aggiunge un'installazione di grandi dimensioni creata site-specific, e si snoda attraverso le suggestive sale della Pinacoteca di Ascoli Piceno, dialogando con i suoi spazi sontuosi e ricchi di storia e con le sue opere in un vero e proprio cortocircuito tra antico e moderno.

Il capoluogo marchigiano, inoltre, vanta una lunga e importante tradizione nell'arte ceramica (per altro con un museo a essa dedicato), che Bertozzi & Casoni hanno saputo reinterpretare all'interno del panorama dell'arte contemporanea: la ceramica policroma, infatti, costituisce il loro medium privilegiato per garantire una mimesis che il più delle volte supera la realtà, mentre l'immaginario pesca nel quotidiano, tra oggetti che vengono recuperati giusto nel momento in cui diventano scarti, rifiuti, con evidente riferimento alla società dei consumi.

Ne risultano opere costantemente in bilico tra surrealismo compositivo e iperrealismo formale, in cui la vanitas e la caducità del mondo organico si collegano a quei sentimenti di disgusto e orrore che proiettano il pubblico nel mondo dell'usa e getta e della futilità del materialismo moderno; ma attraverso la ceramica Bertozzi & Casoni restituiscono agli oggetti nuova esistenza, donando loro una sorta di nuova vita "eterna". 

Essi, infatti, grazie alla loro trasformazione artistica, sottratti alla deperibilità, acquisiscono una nuova valenza che è quella della godibilità estetica. 

Lo spettatore, dunque, di fronte ai rifiuti della società trasformati in mirabolanti sculture, che difficilmente è possibile cogliere per intero ad un primo sguardo, ne scopre l'orrore e la bellezza, ed è sollecitato a più riprese, tra lo stupore e il turbamento, a indugiare nell'osservazione dei minimi particolari lasciandosi sedurre da opere in cui si fondono passato e presente, artificio e realtà.

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