• Magazine
  • Attualità
  • Ministero per il digitale ed infrastruttura pubblica: le risposte della politica a Telco 2018

Ministero per il digitale ed infrastruttura pubblica: le risposte della politica a Telco 2018

Stampa/PDF

Sono stati questi i temi maggiormente dibattuti il 14 giugno a Roma nel corso dell’incontro annuale organizzato dal Corcom. Alla tavola rotonda dei politici hanno presenziato Mirella Liuzzi, deputata del Movimento 5 Stelle, Antonello Giacomelli deputato del PD e Maurizio Gasparri, Vicepresidente del Senato, Forza Italia. Ministero per il digitale e infrastruttura pubblica sono stati il cuore del confronto politico. In merito al Ministero per il digitale, tutti e tre i presenti hanno concordato sulla necessità dell’istituzione di un Ministero ad hoc per la gestione e supervisione di tematiche legate al settore del digitale.

Mirella Liuzzi del Movimento 5 stelle, ha specificato che attualmente ci sono tutte le possibilità per avere un ministro per il digitale e che questa proposta è già stata inserita nel loro programma. Credo, ha detto la Liuzzi, che sia arrivato per l’Italia il momento di avere un’unica cabina di regia che abbia sotto controllo la pubblica amministrazione digitale, la sanità digitale e altro ancora. La deputata ci tiene a sottolineare che il nuovo ministero non deve essere inteso come una struttura che carica di ulteriore lavoro la macchina amministrativa, bensì come struttura di coordinamento per tutti i ministeri. Poiché la Germania da qualche mese ha introdotto questo nuovo ministero che si occupa del digitale, secondo la deputata, l’Italia più che mai dovrebbe fare lo stesso, dal momento che sta affrontando, e affronterà nei prossimi anni, delle sfide importanti e impegnative.

Dello stesso avviso è  Antonello Giacomelli, deputato PD secondo cui è fondamentale dare autonomia e riconoscimento pieno al settore. Questo ministero dovrà svolgere un lavoro anche di coordinamento e pertanto è giusto che abbia una sua dignità e una presenza nel consiglio dei ministri. Il deputato Giacomelli inoltre, ha invitato a orientare l’ago della bussola verso il “sistema paese”, verso l’interesse generale e non verso aspetti che riguardano il pensiero di una maggioranza o di una opposizione. Rientrano sicuramente nel “sistema paese” il piano nazionale per una infrastruttura in fibra e le sperimentazioni sul 5G. Inoltre, ha aggiunto Giacomelli, se il ministro di Maio farà di questi aspetti il punto che caratterizza il suo lavoro, per quel che mi riguarda, noi saremo collaborativi e a sostegno.

Anche Maurizio Gasparri condivide l’idea del Ministero. Secondo il Vicepresidente del Senato, quello delle telecomunicazioni è un settore a forte tasso di innovazione, pertanto è necessario che si cominci ad affrontare in maniera innovativa anche l’adeguamento delle relative leggi di settore.

Per quanto riguarda invece, l’annoso tema delle infrastrutture, la politica è orientata ad una infrastruttura unica e pubblica. Così la pensa Mirella Liuzzi, che segnala di aver già evidenziato nella scorsa legislatura la necessità di continuare nello sviluppo della banda, punto che poi si sé sviluppato ulteriormente con il 5G che, come sappiamo, non può non andare di pari passo con l’infrastruttura fissa. Nel nostro programma politico, continua Mirella Liuzzi, avevamo una chiara roadmap che partiva proprio da un’infrastruttura pubblica, in fibra e possibilmente aperta a tutti gli operatori.

Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Giacomelli, secondo cui, poiché parliamo di una rete moderna che gioca un ruolo centrale nella vita economica e sociale del Paese, è più ragionevole puntare ad una rete unica a controllo pubblico, a parità di accesso e che si caratterizzati per un elevato standard.  E questo, può garantirlo solo il pubblico.

Infine, Giacomelli evidenzia che parlare di rete unica, non significa adoperarsi per rimettere insieme delle reti in via di superamento con altre reti altamente innovative, signignifica piuttosto parlare di un’operazione più complessa che punta a convogliare gli sforzi sul perfezionamento e completamento della stessa entro il 2020.

Ma cosa si intende nello specifico per controllo pubblico? E' Gasparri che ce lo spiega, sottolineando che per controllo pubblico si intende non la proprietà pubblica della rete bensì il controllo di un servizio universale e fondamentale. Delle regole e degli organismi di controllo che devono garantire un accesso al mercato senza discriminazioni, stabilire costi, e tariffe medie già ci sono. Io credo, conclude Gasparri, che pur avendo un operatore principale chi ha la struttura la riversa e si vede riconosciuto il valore di quello che ci mette come in qualsiasi società. Ritengo che nell’ambito del digitale ci debba essere una convergenza di sforzi e di investimenti, riconoscendo a ciascuno il valore che conferisce.

Stampa/PDF
Ministero per il digitale ed infrastruttura pubblica: le risposte della politica a Telco 2018