Minori stranieri non accompagnati: la relocation

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È essenziale garantire a tutti i minori migranti che giungono in Europa soli, con un bagaglio di esperienze difficili e a volte traumatiche, la protezione e le opportunità di inclusione delle quali hanno bisogno, affinché il loro futuro non risulti compromesso. Anche la relocation può rappresentare uno strumento fondamentale, ma allo scadere del programma, dall’Italia ne hanno usufruito solo 32 minori non accompagnati” ha commentato da Bruxelles Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children, a margine di Minori non accompagnati – La nuova legge italiana e le buone pratiche per l’Europa, incontro promosso dalla delegazione dei Social Democratici al Parlamento europeo nell’ambito del quale è stata presentata oggi la normativa italiana (legge 47/2017) che ha istituito il primo sistema organico d’Europa in materia di protezione e accoglienza dei minori stranieri soli, fortemente sostenuta dall’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro.

A due anni dall’avvio del programma di relocation, su 8598 persone che ne hanno usufruito dall’Italia sono stati 770 i minori accompagnati e 32 quelli soli, i cui primi trasferimenti risalgono a solo 5 mesi fa, ovvero lo scorso maggio. In riferimento ai bambini e a ragazzi non accompagnati sono, inoltre, 23 le richieste approvate ancora in attesa di trasferimento, 73 quelle inviate in attesa di approvazione da parte degli stati membri individuati, 152 le domande già istruite per le quali lo stato membro di destinazione, invece, deve ancora essere individuato.

L’introduzione della cosiddetta legge Zampa, che disciplina aspetti fondamentali per l’inclusione dei minori giunti soli in Italia, ha rappresentato un momento storico per la tutela dei diritti dei minori più vulnerabili: i bambini sono stati finalmente considerati prima di tutto bambini, a prescindere dal loro status di rifugiati o migranti. Una buona prassi che auspichiamo non resti isolata. Tuttavia resta indispensabile continuare a lavorare parallelamente su altri strumenti, primo tra tutti la relocation” prosegue Milano. “Il 26 settembre è l’ultimo giorno per rientrare nel programma: i rifugiati che arriveranno dal 27 in Italia non potranno più usufruirne, secondo quanto indicato dall’Unione europea. Chiediamo che sia garantita la rapidità del trasferimento e della lavorazione delle richieste dei bambini e dei ragazzi non accompagnati che risultano ancora in attesa: 248, stando ai numeri forniti dal governo italiano. È indispensabile uno sforzo congiunto da parte di tutti gli attori coinvolti, nazionali, europei e internazionali, così come degli stati membri, affinché questo avvenga in tempi rapidi”.

Riteniamo opportuno che venga presa in considerazione un’estensione del programma per garantire una strada sicura anche per chi è giunto in Italia dopo il 26 settembre, almeno finché il sistema Dublino, che abbia una specifica attenzione ai diritti dei minori, non sarà approvato: potrebbero esservi ancora molti potenziali beneficiari di relocation tra le persone più vulnerabili, come sono, appunto, i minori soli”.

Come evidenziato dal quindicesimo rapporto della Commissione europea sullo stato di attuazione del programma di relocation, Save the Children ribadisce che le istituzioni tutte debbano dare con urgenza priorità assoluta alle richieste di relocation dei minori stranieri non accompagnati.

Dall’inizio dell’anno, secondo le stime dell’Organizzazione, più del 91% dei minori stranieri giunti in Italia è stato rappresentato da bambini e ragazzi soli: su 14.700 oltre 13.400 non sono accompagnati.

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