Mountain

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Nell'ambito della rassegna Galleria Toledo Cinema/Incontri d'autore 2019, lunedì 18 febbraio, alle ore 20.30, verrà proiettato Mountain, della documentarista australiana Jennifer Peedom, un film per gli amanti degli sport estremi e delle prospettive vertiginose lanciate sui paesaggi più inaccessibili. Un documentario dove la natura, nella sua potenza, è la ragione stessa della sfida che muove l'uomo a superare sempre se stesso. Inquadrature mozzafiato su spettacolari massicci immergono in un'avventura visiva da brivido, dedicata all’alta montagna e ai suoi incredibili scalatori, in cui la maestosa imponenza della roccia è sempre al centro del racconto; Mountain è un racconto di sport e di sfide impossibili, di umanità spericolata, di vette conquistate con tutti i mezzi possibili, che dimostra come il pianeta Terra, nella sua sublime bellezza, sia uno sconfinato patrimonio d'arte da preservare e difendere. Con testi del premiato "landscape writer" e alpinista inglese Robert Macfarlane e il commento narrativo di Willem Dafoe, le musiche composte e dirette da Richard Tognetti con la Australian Chamber Orchestra (eseguite dal vivo durante la première di Sydney), questo titolo cinematografico di recentissima pubblicazione, uscito in Italia nel dicembre del 2018, viene presentato a Napoli al teatro Galleria Toledo all'interno di un programma di alta qualità con film selezionati dal catalogo della casa di distribuzione Mescalito Film.

"Mountain è il documentario della regista australiana Jennifer Peedom che, in chiave di sinfonia audiovisiva, racconta le scalate delle montagne più impervie, le imprese impossibili di climbers e altri acrobati delle vette più remote. Ma non lesina di suggerire anche gli aspetti controversi delle pratiche alpinistiche più estreme. Fino a tre secoli fa, le montagne erano luoghi di pericolo, non di bellezza. Quando a metà del XX secolo l’Everest venne conquistato, l’alpinismo era diventato una ricerca della perfezione e le montagne venivano viste come avversari da sconfiggere. Oggi, quando milioni di persone sono incantate dalla loro magia, le montagne diventano teatri di svago: gestite e mercificate come parchi giochi. Ma le montagne sono molto di più di una distrazione o un nemico da battere. Il loro valore risiede nel riconoscere i nostri limiti.

Mountain è una visione adrenalinica, un film che è come un ottovolante, fatto di vertiginosi strapiombi, dislivelli mozzafiato, sospensioni sul vuoto, orli di precipizio; riprese impossibili e estremamente spettacolari, da elicotteri o da telecamerine portate dagli stessi scalatori. Un puro spettacolo che evita le parti didascaliche, visto che non sappiamo quali siano le montagne scalate né chi siano gli scalatori. Sembra essere azzerata la legge di gravità, sembra un film di supereroi senza effetti speciali. Con uomini-ragno capaci di arrampicarsi su pareti montuose verticali assolutamente piane, con dei superman che volano in cielo planando con la tuta alare, passando abilmente attraverso grandi montagne forate, con delle persone che passeggiano nel cielo, un funambolo che cammina su un cavo collegato a due altissimi pendii.

Jennifer Peedom con Mountain costruisce un film che funziona come una sinfonia di immagini e musica, una sequenza di scene di imprese mozzafiato, selezionate da un girato di 2000 ore di riprese in 15 paesi diversi, con la lettura di un testo dello scrittore inglese Robert Macfarlane a opera dell’attore Willem Dafoe. Il film ci regala inoltre la partitura musicale, più che un accompagnamento, della Australian Chamber Orchestra eseguita nella Sydney Opera House, composta da Richard Tognetti, con in aggiunta brani di Vivaldi, Beethoven e Arvo Pärt".

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