Napoli: come sta il bike sharing?

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Dieci ciclostazioni, 100 biciclette, dati di utilizzo notevoli. Ma anche scadenze, temi e problemi ancora da risolvere. Come pedala il bike sharing a Napoli? Dopo i primi tre mesi di rodaggio effettuato da 100 tester (qui le statistiche), lo scorso 3 febbraio l’associazione Cleanap, promotrice dell'iniziativa, ha avviato il periodo di sperimentazione del progetto Bike Sharing Napoli con l'obiettivo di puntare a una mobilità alternativa. I dati resi noti ad aprile sull’utilizzo delle bici nel precedente trimestre hanno testimoniato una risposta positiva da parte della città. Per capire meglio in quale direzione stanno andando le biciclette napoletane abbiamo posto all'associazione Cleanap alcune domande sul progetto.

UTILIZZO Diciamolo subito: per ora la città sembra pedalare bene. "La risposta dei cittadini all’introduzione del bike sharing è stata estremamente positiva”, spiega l’associazione. “I dati di questi mesi sono andati al di là di ogni nostra previsione. A sei mesi dal lancio della sperimentazione open abbiamo registrato 43.494 sessioni, per oltre 13mila iscritti. La maggior parte degli utenti utilizza la bicicletta correttamente, cioè entro i 30’, come mezzo di trasporto rispondente alla risoluzione del problema dell’ultimo miglio”. Un risultato più che incoraggiante, quindi, sebbene nessuna delle ciclostazioni serva la zona collinare della città: “Questo è un progetto pilota, circoscritto - ci spiegano - il che significa che se va bene si potrebbe pensare in futuro di ampliare la rete delle ciclostazioni".

La mappa delle dieci stazioni

"Inoltre - ci spiegano - gli assi del nostro progetto sono, nell’ordine, mobilità sostenibile e tecnologie per le smart communities e turismo e beni culturali, quindi il centro storico rappresenta l’ambito di riferimento ideale. Siamo molto soddisfatti, considerando che siamo partiti da zero e che abbiamo dovuto lavorare anche sul substrato culturale per contribuire a diffondere concetti quali sharing economy, mobilità alternativa e logistica dell’ultimo miglio. Ovviamente, non siamo mai stanchi di imparare e ricercare migliorie per realizzare, in prospettiva, un risultato di qualità”.

LA SCADENZA L'altra parte della storia, tuttavia, è un po' in salita. Il bike sharing napoletano è frutto di un progetto di ricerca: Cleanap ha vinto il bando “Smart Cities  and Communities and Social Innovation” del MIUR – PON Ricerca e Competitività 2007-2013, cofinanziato con risorse del FESR per le Regioni della Convergenza. Questo significa che, almeno per ora, non è un servizio permanente: un problema di non poco conto. 
Originariamente la conclusione del progetto era prevista per il 30 maggio 2015, ma in seguito la scadenza è stata prorogata al 30 settembre per iniziativa ministeriale (qui il testo del decreto): “Si è trattato di un provvedimento che ha riguardato tutti i progetti che hanno vinto lo stesso bando - spiega l’associazione -. Abbiamo recepito la notizia tramite il sito del MIUR e la corrispondenza ufficiale che solitamente teniamo con la nostra project officer”. Il prolungamento ha permesso al progetto di estendere la sua durata, ma il nuovo termine rappresenta, allo stesso tempo, un’incognita e una sfida per la città: “Cleanap non potrebbe farsi carico del progetto: è piuttosto oneroso e comporta una serie di costi di gestione elevati che non possono essere coperti a fondo perduto”.


IPOTESI
L’interesse di potenziali investitori interessati al bike sharing napoletano potrebbe quindi rivelarsi decisivo, e in tal senso Cleanap è al lavoro: “Sugli scenari futuri preferiamo dire che ci stiamo impegnando affinché gli sforzi profusi in questi anni di lavoro possano contribuire a realizzare un vero e proprio servizio di mobilità alternativa”. Già, ma cosa accadrebbe se non si trovasse alcuna soluzione entro il 30 settembre? Dei 2 milioni di euro stanziati per il progetto - 1.6 contributi pubblici e il restante 20% messo dai soci dell’associazione sotto forma di tempo/lavoro volontario - sono stati già erogati 1.4 milioni. “La proroga non ha riguardato un aumento dei fondi – spiega Cleanap -. I nostri rapporti con il Comune sono buoni, di supporto logistico e collaborazione. Cosa accadrebbe in assenza di soluzioni percorribili? La strumentazione è a noleggio: biciclette e stazioni tornerebbero all’azienda fornitrice”.
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