NOI ACCUSIAMO: SUICIDIO PER IL LAVORO!

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Cinquecolonne magazine nasce proprio con l'idea di dare voce a tutti. Tanti appelli e tante sollecitazioni abbiamo pubblicato nel corso degli anni. E' nota la nostra (infinitesimale) posizione circa la crisi. Si parla giustamente, di giovani ma chi, a quarant'anni si trova senza lavoro? Troppo giovani per qualsiasi pensione e troppo vecchi per qualsiasi azienda; tutti destinati a una 'vita al nero' o alla rovina. E il governo che fa ? Non pervenuto

Raccogliamo e volentieri pubblichiamo un comunicato dell'associazione ATDAL (Associazione Nazionale per la Tutela dei Diritti dei Lavoratori Over 40) che focalizza la problematica della disoccupazione over 40. Nei primi giorni di gennaio 2012 altri cinque disoccupati si sono tolti la vita. Una ricerca Eures dal titolo "Il suicidio in Italia ai tempi della crisi ", riferita al 2009, dice che in quell'anno su 2.986 suicidi 357 erano persone disoccupate. Praticamente un suicidio al giorno. In 85 casi si è trattato di uomini adulti espulsi dal mondo del lavoro o che non sono mai riusciti ad entrarvi. Lei Egregio Dr. Monti, che oggi guida il Governo e Lei Professoressa Fornero, che guida il Ministero del Lavoro, potete far tutto tranne che chiamarVi fuori dalla responsabilità morale di queste morti. Non potete farlo perché gli interventi sulla previdenza della vostra manovra, hanno gettato nello sconforto e nella disperazione migliaia di disoccupati che si pensavano prossimi alla pensione. Non potete farlo come non lo possono fare i Premier e i Ministri del Lavoro che in tutti questi anni hanno attuato manovre che ledono i diritti dei lavoratori e stravolgono le norme previdenziali. Manovre devastanti e indifferenti alla condizione di tante madri e padri di famiglia che privati del lavoro, aspettavano l'approdo alla pensione quale unica possibilità di sopravvivenza. Manovre varate con leggerezza, sproloquiando sulla necessità di una riforma del welfare che non escludesse nessuno ma sapendo che in Italia - e solo in Italia - meno del 30% dei disoccupati gode di un qualche seppur vergognoso sostegno pubblico, E non possono chiamarsi fuori dalla responsabilità morale neppure molti esponenti dei principali sindacati, indifferenti alle condizioni di chi perde il posto di lavoro a livello individuale, ma molto attivi nel difendere ammortizzatori sociali che privilegiano i lavoratori delle grandi e medie imprese con problemi di esuberi. E infine non possono chiamarsi fuori gli imprenditori che da anni predicano e impongono l'aumento dell'età pensionabile e della flessibilità e nel contempo attuano la strategia dello "svecchiamento" espellendo quei lavoratori che hanno superato la fatidica soglia dei 40 anni. Vi siete riempiti la bocca di impegni per il rilancio dell'occupazione giovanile, proprio di quei giovani ai quali, in nome della flessibilità, avete regalato una vita precaria e senza futuro nello stesso momento in cui fate finta di ignorare quei padri e quelle madri che con la perdita del lavoro devono rinunciare a sostenere i figli. Vi siete inventati una inesistente guerra tra padri e figli per meglio colpire gli uni e gli altri. Accecati dalle vostre statistiche, non riuscite più nemmeno a vedere gli esseri umani di cui decidete il destino. Seppur vi credete assolti siete lo stesso coinvolti (Faber).

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