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O SI ODIA O SI AMA: BREVE INTRODUZIONE (S)RAGIONATA AL CINEMA DI QUENTIN TARANTINO

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E’ inutile girarci intorno: Quentin Tarantino è uno di quegli autori che o si odia o si ama. Idolo delle masse cinefile o sopravvalutato istrione. Non vi è mediazione tra questi due estremi. Le ragioni sono tutte nel suo cinema, nei suoi film, nelle sue interpretazioni. E nelle sue parole, poiché nel 1994, ritirando la Palma d’Oro a Cannes, egli stesso ha affermato “Il mio cinema o si odia o si ama”.

Definito da Bogdanovich come “il regista più influente della sua generazione”, vincitore di due Premi Oscar per la Miglior Sceneggiatura di Pulp Fiction nel 1995 e per quella di Django Unchained nel 2013, Tarantino si è imposto sulla scena mondiale a colpi di cinefilia, dialoghi logorroici e taglienti al limite del surreale, un gusto non indifferente per il pulp e il grottesco e un amore incondizionato per Sergio Leone, tanto da inserire Per un pugno di dollari come film preferito in assoluto nella sua classifica di Sight and Sound del 2002 ed essere presente alla presentazione della versione restaurata del film allo scorso Festival di Cannes dove ha anche celebrato i 20 anni dell’uscita di Pulp Fiction.

E’ proprio dal cinema di Leone che Tarantino “ruba” a piene mani, con le inquadrature ristrette sugli occhi dei suoi personaggi, con l’utilizzo insistito dello “stallo alla messicana” ovvero la struttura del triello del finale di Per qualche dollaro in più sino ad arrivare all’esplicita spiegazione del concetto stesso in Bastardi senza Gloria; con l’uso frammentato e sincopato del continuum temporale narrativo di C’era una volta in America in Pulp Fiction; con la costruzione di personaggi femminili forti forse più di quelli maschili. Sì, perché il cinema di Tarantino può essere accusato di molte cose ma non di essere misogino, poiché ha creato due dei migliori personaggi femminili degli ultimi 20 anni quali la Jackie di Jackie Brown, film sottovalutato dal pubblico, ma che meriterebbe maggiore amore, e la Beatrix Kiddo aka Black Mamba aka La Sposa del dittico Kill Bill.

La leggenda vuole che Quentin Tarantino sia nato in Tennessee, ma sia cresciuto in California dove a sei anni vede l’unico film della sua vita ad averlo spaventato e fatto piangere per ore ovvero Bambi.

L’esordio dietro la macchina da presa avviene nel 1992 con Le iene che impone lo stile Tarantino a livello internazionale, stile che vedrà la propria consacrazione nel 1994 con Pulp Fiction, nonostante Tarantino abbia curato anche le sceneggiature di Una vita al massimo, Natural Born Killer (da cui ne conseguì una furiosa discussione con Oliver Stone riguardo i copiosi rimaneggiamenti dello script che portò alla presenza del nome di Tarantino solo come autore del soggetto), Dal tramonto all’alba dell’amico Robert Rodriguez dal quale è stata tratta l’omonima serie tv che sta andando in onda sul canale USA El Rey Network, fondato dallo stesso Rodriguez.

Nonostante la logorrea che lo contraddistingue e la prolificità della sua scrittura, Tarantino distanzia le sue regia: tra Pulp Fiction e Jackie Brown intercorrono 3 anni, durante i quali Quentin dirige e produce Four Rooms, film episodico dedicato alla Nouvelle Vague, che non ottiene molto successo, così come lo stesso Jackie Brown, l’unico suo insuccesso al botteghino.

Passano ancora sei anni e Tarantino torna al cinema con Kill Bill – Vol. I che sarà seguito nel 2004 da Kill Bill – Vol. II. Il film oltre a essere il regalo di compleanno per il trentesimo compleanno di Uma Thurman (il personaggio della Sposa è nato durante la realizzazione di Pulp Fiction), rappresenta forse la summa di tutte le magnifiche ossessioni di Quentin, racchiudendo tutti i generi cinematografici, le citazioni, le imperfezioni e i significati del cinema che ha sempre amato.

Con Grindhouse – A prova di morte Tarantino viene nuovamente ridimensionato al botteghino per un film amatissimo dagli amanti del genere splatter e slasher dei grindhouse, i cinemini da quattro soldi dell’American rurale anni ’70, ma non dal pubblico mainstream.

E l’amore di Tarantino per gli spaghetti western e più in generale per i b-movies italiani viene urlato ai quattro venti internazionali con i suoi ultimi due film ovvero Bastardi senza gloria, che si inspira sin dal titolo al film del 1977 di Enzo G. Castellari Quel maledetto treno blindato, uscito negli Stati Uniti con il titolo Inglorious Bastards, storpiato da Tarantino in Inglourious Basterds; e Django Unchained, ispirato dal Django di Sergio Corbucci interpretato da Franco Nero che si presta a un cameo nella pellicola di Tarantino.

Bastardi senza Gloria venne candidato a ben 8 Oscar, aggiudicandosene solo una, quella come Miglior Attore non protagonista assegnata a Christoph Waltz, che bisserà nel 2012 sempre come non protagonista per Django Unchained.

La cinefilia insistita di Tarantino si ripercuote anche sul suo rapporto col mezzo televisivo: in un periodo in cui attori e registi affermati si tenevano lontani dalla lunga serialità televisiva, Quentin vi ci si buttava a piedi uniti, dirigendo un episodio di Er: Medici in prima linea nel 1995 e gli episodi finali della quinta stagione di CSI: Scena del Crimine, serie tv di cui Tarantino è stato sempre fan. Come attore invece parteciperà alla prima e alla terza stagione di Alias, serie tv di J.J.Abrams, autore culto sella lunga serialità americana grazie a Lost e Fringe.

E tutto questo non ci sarebbe stato senza il videonoleggio Manhattan Beach Video Archives nell'area di Manhattan Beach a Los Angeles.

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