Obesità infantile: Campania maglia nera

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Genetica, dieta non equilibrata, scarsa attività fisica, assunzione di specifici farmaci, problemi medici: sono questi i principali fattori di rischio dell'obesità. Vera epidemia sociale del terzo millennio e grande emergenza sanitaria dei paesi ad alto sviluppo, investe il 40% della popolazione dei paesi industrializzati di ambo i sessi, ovvero circa 300 milioni di persone, a cui si aggiungono 1 miliardo di sovrappeso.

La tematica diventa ancora più grave laddove va ad interessare la sfera infantile dove i suddetti fattori si manifestano con un'incidenza anche maggiore. Va da sè che le conseguenze negative in tal caso aumentano esponenzialmente considerando. Il bambino obeso infatti, se non adeguatamente seguito ed educato ad uno stile di vita corretto, crescerà pensando che l'eccessivo peso rientri nella normalità, mentre svilupperà invece i connotati patologici che lo accompagneranno per tutta la vita. Più inoltre si va avanti con l'età, più la quantità di muscoli tende a diminuire e quindi il metabolismo rallenta, inasprendo ulteriormente la situazione.

L'allarme più recente viene dai dati presentati presso Città della Scienza a Napoli, in occasione del I° Convegno Nazionale sulla Prevenzione appena terminato. Nell'indagine dei Ministeri dell'Istruzione e della Salute relativa al 2014, è emerso che solo la Campania presenta un bacino di obesità infantile grave pari a 23mila unità, alle quali se ne accompagnano altre 82mila di obesità.

Un intervento tempestivo è necessario, una modalità operativa che contempli l'intervento di più attori: le istituzioni, la scuola, i genitori. Serve più formazione in tutti gli ambienti deputati all'educazione e soprattutto nelle famiglie occorre adottare uno stile di vita responsabile. Nel contempo sarebbe necessaria un'opportuna sensibilizzazione anche dei genitori. Ad esempio solo il 30% delle mamme di bambini obesi considera eccessiva la quantità di cibo assunta dai figli, e solo il 40% ritiene che sia scarsa la loro attività motoria.

Mangiare sano non significa però semplicemente stare attenti alla quantità degli alimenti e alla percentuali di grassi e zuccheri, ma anche e soprattutto della qualità dei prodotti che si comprano. Sarà importante insistere perché il bambino bandisca il più possibile bevande zuccherate o gassate e mangi frutta e verdura che, oltre all’obesità, prevengono anche altre patologie importanti.

Una sana attività sportiva, senza esagerazioni, contribuirà inoltre ad apportare l'equilibrio ricercato a corpo e mente del bambino, regalandogli l'importante opportunità di crescere correttamente.

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Obesità infantile: Campania maglia nera