Olanda, il-paese che da una mano alle mamme

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Primo fra gli Stati pro- mamme è sicuramente l’Olanda, qui il tempo libero è considerato un vero e proprio patrimonio a dispetto delle grandi ricchezze in denaro. La mentalità comunemente diffusa permette alle donne, diventate mamme, di poter scegliere liberamente di lavorare con turni part –time senza essere per questo ghettizzate, anzi, i contributi, per la maggior parte dei casi, vengono considerati da full time. Le agevolazioni non si esauriscono qui, esistono addirittura istituti come le “donne cicogna” che aiutano le signore subito dopo il parto a svolgere le faccende di casa.
La legislazione olandese prevede un congedo per maternità di circa sedici settimane; al compimento del terzo mese del bebè la mamma ha la possibilità di scegliere una sorta di “maternità facoltativa” strutturata come un part- time verticale allungabile sino al compimento dell’ottavo anno del bambino. Una scelta che quasi tutte le mamme sono portate a fare, dato che il part-time è una condizione socialmente accettata e addirittura promossa dal governo Olandese. Oltre a un buon 75% delle donne anche un cospicuo 25% di uomini (anche in posizioni manageriali) sfrutta i vantaggi del lavoro parziale. Vantaggi si, poiché sia la legislazione che le aliquote fiscali sono strutturate in modo da promuovere l’impiego part-time. Dal punto di vista tributario, infatti, conviene lavorare meno ore rispetto a un full time poiché si è meno tassati, questo anche in virtù del fatto che si tratta di un Paese per lo più Calvinista dove il lusso e i beni materiali passano in secondo piano rispetto al tempo da trascorrere con gli affetti.
Il sistema funziona, dunque, come un perfetto e tarato ingranaggio anche per quanto riguarda gli asili e i nidi che affiancano le famiglie nella crescita dei propri figli. I bambini vanno al nido per circa tre giorni a settimana trascorrendo le altre giornate in compagnia della famiglia, in particolare, delle madri part-time. Proprio per questo motivo, da una ricerca condotta dall’Unicef appare che i bambini olandesi sarebbero i più felici del mondo poiché trascorrono moltissimo del loro tempo con gli affetti principali.
L’asilo dura sino ai cinque anni di età dopodiché inizia la scuola pubblica che, chiaramente, è gratuita. Per chi volesse, invece, optare per un istituto privato, le tariffe risultano perfettamente omologate al reddito medio presentando notevoli sgravi fiscali specie per i secondi figli. Esiste anche un sussidio di circa 70 euro al mese per ogni bambino nato indipendentemente dal reddito. Un altro fatto molto interessante che riguarda questo Paese è che la popolazione appare ipernaturista e spartana, anche se la sanità funziona bene gli olandesi preferiscono evitare le medicine, tanto, da promuovere il parto in casa.

L’Olanda, in effetti, presenta il tasso di parti in casa più alto di tutta l’Europa, è il Governo stesso a spingere in questa direzione poiché partorire in strutture dedicate costerebbe circa 500 euro per l’affitto della sala ad opera delle ostetriche che seguono la donna. Quando una donna olandese resta incinta subito provvede a contattare uno degli studi privati di ostetriche che saranno incaricate di condurre la donna verso un percorso quanto più naturale possibile. La stessa epidurale è infatti poco diffusa e, in alcuni, casi evitata. Dopo il parto, poi, a casa viene spedita una donna cicogna che aiuterà la neo mamma per tutto il post partum e con altre faccende al riguardo. 
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