Per fortuna che sono terrone

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Due ore di incalzante divertimento e di riflessioni sulla “Terronia”. Le promette Paolo Caiazzo al Trianon Viviani con il suo spettacolo Per fortuna che sono terrone.

Tra monologhi, personaggi e canzoni, con l’accompagnamento di musicisti in scena, il popolare comico racconta la propria “meridionalità”, illustrando i pregi e i difetti del Sud, dando spazio anche all’attualità e alla politica nazionale, sempre «rispettando rigorosamente l’angolo di visuale e la filosofia che la cultura della mia terra mi ha regalato».

Spiega Caiazzo: "La proposta di altre verità storiche sull’unità d’Italia spinge un numero crescente di 'terroni' a informarsi, a rivedere le proprie posizioni e riconsiderare la propria identità: partendo, quindi, da questa 'storia' alternativa analizzerò, in chiave comica, le nostre origini, ma soltanto per avere la consapevolezza di chi eravamo, di chi siamo e di chi potremo essere".

"Voglio divertire e divertirmi – prosegue il comico, che firma anche il testo e la regia – anche perché sono convinto che se affronti un problema serio e drammatico, ridendoci su, senza prenderti tanto sul serio, è probabile che tu possa pure vincere, ché se ti abbatti e ti disperi hai già perso".

In questo spettacolo di prosa-cabaret in due atti, spazio anche a un omaggio comico-musicale a Domenico Modugno, che per Caiazzo è "l’artista terrone che più di tutti ha conquistato il mondo". Il finale con il personaggio di Tonino Cardamo.

Accompagnano Caiazzo in Per fortuna che sono terrone i musicisti Emidio Ausiello alle percussioni, Franco Ponzio alla chitarra, Mimmo Maglionico ai fiati, Roberto Giangrande al contrabbasso e Anna Rita Di Pace al violino e al canto.

Lo spettacolo è allestito da Tunnel produzioni. Le scene sono di Roberto Crea, realizzate da Retroscena. Trucco e parrucco di Ciro Florio, service audio e luci di Enzo Esposito e grafica curata da Max Laezza. (Foto a cura di Fiorella Passante).

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Per fortuna che sono terrone