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Per il futuro del Pianeta non bastano regole, serve coscienza

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Porre la tutela del Pianeta per la garanzia del futuro come una priorità globale e comprendere che per raggiungere tale obiettivo 'non basta una regola o una norma: ci vuole una coscienza'.

Così il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, ospite a Milano Expo è tornato a sottolineare l'importante occasione offerta dall'Esposizione Universale di 'mettere con forza all'evidenza mondiale il collegamento che esiste tra lo spreco di cibo, la fame nel mondo e la salvaguardia dell'ambiente'.

'L'abbiamo fatto in un momento importante - ha spiegato Galletti - perché questo è l'anno dell'enciclica di Papa Francesco, che è stato molto determinato e molto chiaro parlando non solo ai cattolici. Ma è anche l'anno della COP21, il grande appuntamento di Parigi 2015 nel quale avremo la responsabilità di riuscire a raggiungere un accordo per combattere i cambiamenti climatici'.

È questa la grande sfida che abbiamo davanti nei prossimi anni: centrare l'obiettivo di arrestare l'innalzamento della temperatura media del pianeta. 'Sembra una cosa piccola - ha proseguito il ministro - ma è in realtà molto difficile, perché ogni Paese si deve impegnare ad averla come obiettivo prioritario nelle politiche agricole, industriali e negli stili di vita'.

'Expo è stato questo - ha spiegato Galletti - L'aver messo vicino nazioni, aziende e associazioni non governative è un fatto un importantissimo, nell'ottica di uno sforzo globale che coinvolga tutti: non basta una regola, una norma, ci vuole una coscienza'.

Il Ministro è poi intervenuto sul dopo Expo, 'un'opportunità non solo per Milano e per la Regione Lombardia, ma per il Paese - ha sottolineato - servono politiche industriali e stili di vita che ci permettano di salvaguardare maggiormente l'ambiente. Sappiamo tuttavia che nessuno di noi è disposto a fare un passo indietro rispetto al benessere che abbiamo raggiunto'.

Servono quindi, secondo Galletti, politiche ambientali che ci consentano di mantenere il benessere come è oggi. 'C'è bisogno di tecnologia, formazione e istruzione - ha concluso il Ministro - interazione tra le diverse culture, proprio come si è fatto ad Expo'.

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