Percorsi Inversi

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"Percorsi Inversi. Oreficeria e rivelazioni di sé" è il titolo della mostra che sarà inaugurata venerdì 3 marzo alle ore 18.00 nella prestigiosa sede dell'Oratorio di San Rocco, in cui tradizionalmente si svolgono le rassegne dedicate alla gioielleria contemporanea. 

L'esposizione, aperta al pubblico dal 4 al 26 marzo, è promossa e realizzata dal Comune di Padova – Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche, con il supporto di Oficinad'arte di Fernando Betto, artigiano orafo e artista, che da alcuni anni, all'interno della sua bottega, propone un percorso formativo nel settore dell'oreficeria.
La mostra, ideata da Fernando  Betto e curata da Luisa Bazzanella Dal Piaz e Mirella Cisotto Nalon, racconta il percorso formativo di ventidue allievi attraverso una cinquantina di lavori, realizzati nel laboratorio orafo di Oficinad'arte, dove hanno imparato a "usare le mani" per lavorare materiali diversi, esplorando, interpretando e aprendo il proprio sguardo, in un continuo confronto tra loro, con il Maestro e ora anche con il pubblico.
Legno, plastica, rame, ottone, plexiglas, alluminio, cuoio, pelle, vetro e sassi, questi sono solo alcuni dei materiali poveri e umili, che sono stati utilizzati per creare gioielli da indossare, ma anche oggetti di uso quotidiano come una forchetta, un fermacarte o un vaso in rame smaltato.
Percorsi Inversi è il risultato di un cammino, dove le persone sono consapevoli di affidare all'oggetto realizzato un proprio messaggio, rivelando sè stesse attraverso le loro creazioni, che raccontano storie ed emozioni.
La creatività di questa mostra è il perno su cui ruotano molti fattori: la persona con la sua vita, la formazione, i desideri sopiti, il laboratorio di oreficeria dove si impara ad operare, a trasformare con le mani e la capacità comunicativa del maestro nel trasmettere le tecniche, ma anche nel far affiorare abilità e potenzialità nascoste.
Fernando Betto è un artigiano orafo e artista che ha sviluppato un personale percorso di ricerca dall'oreficeria classica a quella contemporanea: «Credo che la mia arte sia originata da un desiderio e da un bisogno di sperimentazione continua. Mi piace progettare e condividere con gli altri e per questo ho deciso di aprire le mie porte al confronto che diventa sempre uno scambio. 
Io posso insegnare cosa si riesce a fare con le mani, avendo di ritorno una reazione immediata, fatta di interpretazioni nuove e spesso originali.»
Fernando Betto, ideatore della mostra, sarà a disposizione per accompagnare il pubblico lungo il percorso espositivo il sabato pomeriggio e la domenica.
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