Piotr Hanzelewicz: One hundred bucks and few cents in mostra a Roma

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Dal 16 marzo al 24 aprile, presso la galleria d’arte Rosso20sette arte contemporanea è possibile visitare la personale One hundred bucks and few cents dell’artista italo- polacco Piotr Hanzelewicz. L’esposizione,curata da Fabio de Chirico e Giuseppe Capparelli, si focalizza sul danaro e in particolare sul dollaro e sul centesimo. Le opere realizzate sono 100 e sono visibili in due sale. Nella prima sala sono esposte una grande quantità di banconote da un dollaro, apparentemente uguali, ma assolutamente uniche e irripetibili. In virtù della sua minuziosa frammentazione, il viso di George Washington ci può sembrare a volte triste, altre volte alterato, altre volte turbato. Ogni opera è frutto di una frammentazione del dollaro e la sua successiva ricostruzione. L’artista ha utilizzato banconote da un dollaro che ha tagliato a mano in striscioline di 4 mm e che poi ha meticolosamente intrecciato tra loro. Nella seconda sala invece, sono esposte le opere realizzate sul centesimo, frutto di una lunga tecnica di lavorazione.

Grazie alla disponibilità di Piotr Hanzelewicz, abbiamo realizzato una breve intervista con l’artista che ci racconta i risvolti simbolici e le caratteristiche tecniche delle sue opere.

Buongiorno Piotr, la sua mostra è molto originale ed e è frutto di un lavoro davvero certosino. Complimenti. Cosa l’ha spinta a scegliere questo tema? C’è stato un evento particolare, un episodio che ha fatto scoccare la scintilla creativa?

Per me il rapporto con il denaro è una tematica universale, che parte da un mio rapporto soggettivo con il denaro e che poi ho cercato di estendere su un piano comune a tutti. Per quanto riguarda la scelta di questo tema, non c’è stata una vera e propria scintilla, però sicuramente i miei trascorsi hanno influito; da ragazzino ad esempio, collezionavo banconote, quindi c’è anche un gusto estetico, iconico dell’oggetto “denaro” che non è solo un simbolo, una convenzione, ma anche un oggetto fisico. E questi due elementi convivono in qualche modo nella mia pratica artistica. Un elemento particolare che vorrei sottolineare, è che i dollari presenti nella mostra di Rosso20sette sono di due tipologie: ogni dollaro è intrecciato da 2 banconote, di cui una fa parte di una serie numerata progressivamente definita di “fior di stampa” (FDS), ovvero banconote che non sono mai entrate in circolazione e che hanno un numero di serie da 501 fino a 600.

Queste banconote servono per dare una sequenza a tutto il mio lavoro: sono tagliate ogni 4 mm in orizzontale e a queste ho intrecciato banconote che invece sono state in circolazione e che ho tagliato verticalmente ogni 4mm. E’ l’intreccio ideale di un elemento puramente simbolico (il denaro che non è entrato in circolazione) con l’elemento pratico-materiale ovvero quelle tagliate verticalmente con banconote che vanno in circolazione. La scelta di questa griglia paradigmatica (4mm x 4mm) nasce dal fatto che queste sono le misure dei quaderni a quadretti su cui si fanno i conti, si impara la matematica. Quindi la stessa convenzione matematica che riporta al denaro e anche al suo utilizzo.

Ci racconta come ha realizzato i due quadri legati al centesimo?

Dal 2013 con la mostra all’Istituto polacco di Roma che si intitolava “Laborioso, Laborioso, Laborioso”, lavorando in senso ampio sulla tematica del denaro, mi sono concentrato su lavori con la moneta da 1 centesimo. Il centesimo raccoglie in sé un serie di contraddizioni sia simboliche che pratiche, dal momento che, se ho un mucchietto di monete da 1 centesimo, difficilmente potrò acquisire beni o servizi pur essendo previsto dalla legge. Nel momento in cui il costo di produzione di una moneta da 1 centesimo è pari 4,26 centesimi, chiaramente c’è una disfunzione di sistema. Per cui queste monete hanno una valenza simbolica molto forte perché rappresentano la linea di confine tra quella che è una economia virtuale (che tende poi agli aspetti finanziari) e quella che è l’economia reale dei soldi che noi abbiamo sistematicamente in tasca.
Ti faccio un esempio: quando andiamo a fare benzina, il contatore del prezzo a litro è in millesimi di euro, ci sono tre cifre dietro la virgola, il che significa che parliamo di flussi di denaro conteggiati su denaro che è fisicamente non esistente eppure determina poi dei flussi di denaro esistente, denaro cioè reale. Per quanto riguarda la tecnica che ho utilizzato nelle mie creazioni, si tratta di ossidazioni di monete da 1 centesimo. La moneta da 1,2 e 5 centesimi è solamente rivestita di rame, internamente c’è una lega ferrosa di 3 elementi. Per il processo di ossidazione ho utilizzato l’acqua, il sale, l’aceto e poi, elemento fondamentale, il tempo. Dispongo le monete su un supporto (in questo caso due carte pregiate, la più piccola è del 2014 e la più grane del 2019) e le tratto in maniera tale che rilascino il caratteristico verde rame o azzurrite a seconda che io produca poi effettivamente un carbonato o un acetato di rame. Quando la moneta è già più usurata, ne verrà intaccata anche la parte interna, producendo ruggine. Da un punto di vista estetico, quello che io cerco è una gradevolezza nello scarto che queste monete producono quando vengono poi asportate dal supporto. La mostra è stata pensata con questo titolo One hundred bucks and few cents (cento verdoni e qualche spiccio) e nella seconda sala c’è appunto qualche spiccio. Per quanto riguarda le creazioni nella seconda sala, il lavoro più grande è stato realizzato con 1503 monete da 1 centesimo, poi c’è quello più piccolo del 2014 realizzato con un carbonato di rame e il terzo composto dagli scarti, anche di spicci, che vengono intesi come resto, ossia spicci per l’appunto. Ho Lavorato quindi anche con quello che è avanzo del lavoro principale della mostra.


Ci può annunciare il tema della sua prossima esposizione?

Il 12 aprile ci sarà un incontro all’Istituto polacco di Roma dove ripercorreremo alcune fasi del mio lavoro sul denaro insieme ai curatori Fabio de Chirico e Giuseppe Capparelli con il supporto di Edoardo Marcenaro amico e collezionista, e in quest’occasione fisseremo alcuni punti rispetto alla mostra stessa. Per quanto riguarda un progetto futuro su cui sto lavorando adesso, sempre legato al denaro, c’è un
a mostra che aprirà in aprile a New York al Greenwich Village sempre legata al mio rapporto con i dollari. Poiché lavoro anche su tematiche abbastanza a 360°, mi so concentrando su un progetto che si intitolerà “una al giorno” su cui però preferisco non dirvi di più, lascio il tutto avvolto nel mistero!

Ringraziamo Piotr Hanzelewicz per la sua simpatia e disponibilità, e ricordiamo che la mostra One hundred bucks and few cents presso la galleria d’arte Rosso20sette arte contemporanea, è visibile gratuitamente dal martedì al sabato dalle 11 alle 19.

articolo presente in www.sguardoadest.it

 

 

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Piotr Hanzelewicz: One hundred bucks and few cents in mostra a Roma