PMI E VOUCHER DIGITALE

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Parola chiave innovare. Non solo i processi aziendali ma anche tutto ciò che investe l’organizzazione del lavoro. Il decreto Destinazione Italia (e meno male che lo han chiamato così) firmato nei giorni scorsi dal ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ed ora al vaglio del ministro dell’Economia Padoan offre a micro, piccole e medie imprese l’opportunità di mettersi in gioco in termini di efficienza e competitività. L’iter normativo ha dunque superato la prima fase e, anche se la strada è ancora lunga, ciò ha generato un certo entusiasmo tra associazioni delle Pmi ed operatori della Ict (Information and Communiction Technology). Le suddette categorie potranno essere beneficiarie di contributi sotto forma di voucher It per un valore non superiore ai 10mila euro, fermo restando il rispetto di alcune regole che verranno fissate presto in un bando insieme alle istruzioni per l’erogazione del contributo. Ciò che già si conosce è che le imprese, in sede di presentazione della domanda, dovranno dichiarare di non superare il massimale “de minimis” ossia l’agevolazione di loro spettanza. Inoltre i contributi saranno concessi fino al 50% delle spese ammissibili e potranno servire anche a finanziare la formazione qualificata del personale nel campo dell’ICT nonchè il collegamento a Internet mediante satellite in aree dove manchino soluzioni fisse, vuoi per le particolari condizioni geomorfologiche vuoi per l’impatto economico difficilmente sostenibile. L’intervento sarà previsto anche per lo sviluppo di soluzioni e-commerce e l’impiego di telelavoro. Al momento della candidatura, inoltre, le imprese dovranno rispettare altri paletti importanti, come ad esempio non trovarsi in stato di fallimento e non aver ricevuto altri aiuti in precedenza per le stesse spese.
Se su soggetti beneficiari, modalità di erogazione dei voucher e schema del bando si è sostanzialmente d’accordo, sulla copertura finanziaria è invece ancora tutto da decidere. Al momento gli addetti ai lavori hanno individuato due strade, entrambe comunitarie: programmazione 2014-2020 dei Fondi Ue da un lato e Fondo di sviluppo e coesione e rotazione per le politiche comunitarie dall’altro. Il plafond, ossia l’importo massimo dei finanziamenti dovrebbe toccare i 100 milioni di euro. Le domande dovranno essere trasmesse on-line e presto saranno disponibili sul sito del MiSe. Il Ministero dell’Economia si troverà con ogni probabilità ad operare un riparto delle risorse (che andranno a finanziare per ora circa 10mila imprese) nel caso in cui, come si ipotizza, le richieste superino l’importo massimo finanziabile.
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