Politici molto "social"

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In origine fu edonismo, o egocentrismo, o solo soddisfazione di un ego smisurato;  sta di fatto che i social sono divenuti parte integrante e battistrada dell'azione di personaggi politici di ogni livello, specie in Italia.
I politici, al tempo di internet, sono costretti a imparare a comunicare diversamente, ma anche ad individuare i mezzi più appropriati da utilizzare per raggiungere pubblici diversi. Partendo da questa considerazione Blogmeter  ha deciso di comprendere meglio se e come i politici sfruttano Instagram, il servizio di condivisione di foto e video, che in Italia arriva a coinvolgere oltre 6 milioni di persone. 

Dai risultati ottenuti grazie all’utilizzo del nuovo tool Instagram Analytics, emerge che, per il momento, sono molto pochi i politici di rilevanza nazionale che usano questo strumento per raccontare le proprie giornate ai cittadini. 
Ma ci sono delle eccezioni, a partire da Silvio Berlusconi, che esattamente dieci giorni fa, ha spiazzato tutti, scegliendo questo nuovo “campo di battaglia” per la campagna elettorale in corso. La mappa di posizionamento mostra che il profilo di Silvio Berlusconi ha riscosso un forte successo: infatti, è quello in grado di vantare sia il maggior numero di follower (circa 29.000) che il più alto engagement (oltre 53.000 interazioni tra like e commenti).  

Il successo di Silvo Berlusconi è stato molto rapido: circa 29.000 follower in soli 10 giorni con un conseguente alto livello di interazioni. Merito soprattutto di alcune foto pubblicate. Quella che riceve più like e commenti lo ritrae col cagnolino Dudù (ben 2.600 interazioni). Seguono una foto virata in bianco e nero e un’altra che ritrae il Leader di Forza Italia in un momento di relax nella sua casa.
Al secondo posto per numero di follower troviamo il Premier Matteo Renzi, a quota 26.000. Ma si tratta di un patrimonio sociale sprecato, o almeno congelato, visto che il suo profilo non è stato più aggiornato dal 20 maggio del 2014. Il termini di engagement, invece, scopriamo che il secondo posto è occupato da Giorgia Meloni, che pur avendo circa 5.000 follower, sviluppa un buon numero di interazioni (circa 7.700 durante questo mese). La segue la presidentessa della Camera, Laura Boldrini, che però a maggio sviluppa solo 758 interazioni. Da notare, infine, che Matteo Salvini, appena sbarcato su Instagram, senza neanche aver pubblicato una foto, ha già “incassato” 3.600 follower.

Facile concludere che sarebbe auspicabile che oltre l'immagine si curasse anche il costrutto, sarebbe di sicuro molto apprezzato. Quei dati, però, vanno letti asetticamente e al netto delle simpatie/antipatie; dal punto di vista della comunicazione pura e dell'attecchimento della strategia di  comunicazione usata da questi personaggi politici. Risulta chiaro  che le risposte popolari alle sollecitazioni politiche delineano fortemente anche l'humus del Paese. E' il caso che a meditare e fornirci una chiave di lettura adeguata siano i politologi, e non solo dopo una tornata elettorale quando tutto è distorto e  il giochino delle contrapposizioni è palese. Ritorno quindi all'amletico dilemma dell'essere o dell'apparire? No, qui ci si gioca molto di più. I social sono, per dirla alla Chomsky, vere e proprie armi di distrazione di massa e oggi - purtroppo - vince chi le usa meglio.
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