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POMPEI PUNTA IN ALTO

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Adesso basta: Pompei deve rinascere. E' questo l'obiettivo del Grande Progetto Pompei che prevede la riqualificazione del sito archeologico di Pompei entro dicembre 2015. Secondo il Commissario europeo per le Politiche Regionali, Johannes Hahn, la rinascita della città campana ha “un'importanza cruciale per la Campania e per l'economia locale, come anche per l'Italia e per il mondo”. Il politico austriaco ha espresso parole al miele per Pompei, “una delle perle del patrimonio culturale europeo”, e si è detto impegnato “per assicurare il successo di questo grande progetto Ue”. La riqualificazione di Pompei prevede: la riduzione del rischio idrogeologico, con la messa in sicurezza dei terrapieni non scavati; la messa in sicurezza delle insulae; il consolidamento e restauro delle murature; il consolidamento e restauro delle superfici decorate; la protezione degli edifici dalle intemperie, con conseguente aumento delle aree visitabili e il potenziamento del sistema di videosorveglianza. Il documento del GPP si basa sull'accordo del 5 aprile per il Protocollo per la legalità promosso, grazie ad un'intesa Interistituzionale del 20 gennaio 2012, dai Ministri dell'Interno, Beni e Attività Culturali (MIBAC), Coesione Territoriale, Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) e Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (AVCP).

Il programma, come scritto nella presentazione, prevede 8 milioni e 200 mila euro per la conoscenza; 85 milioni di euro per le opere; 7 milioni di euro per la valorizzazione e fruizione della comunicazione; 2 milioni di euro per la sicurezza e 2 milioni e 800 mila euro per il rafforzamento della struttura organizzativa e tecnologica della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei. «Il Grande progetto Pompei è partito con troppa lentezza, i tempi di attuazione delle gare d'appalto per i progetti di restauro e di spesa dei 105 milioni di euro sono difficili da recuperare, dal momento che nei primi due anni non si è riusciti a raggiungere la metà della spesa programmata e alla fine del 2015», ha affermato Hahn qualche giorno fa. «Se non saremo in grado di spendere i fondi, questi andranno persi. Ma prevediamo per Pompei altri fondi per il futuro», ha aggiunto il Commissario. Il progetto per Pompei riceverà, dopo la firma del piano d'azione del 18 luglio, fondi pari a 78 milioni di euro a valere sul Fondo europeo di Sviluppo regionale (FESR 2007-2013).

 
Grazie alla Decisione comunitaria n. C (2012) 2154 del 29 marzo 2012, furono stanziati 105 milioni di euro – 41,8 dall'UE e 63,2 dai fondi nazionali -. Il governo di due anni fa annunciò, quindi, l'operatività del GPP, pubblicando i primi Bandi europei che richiedevano “alti requisiti di affidabilità, legalità e trasparenza” e rispettavano il quadro del “Protocollo di legalità”, firmato della Prefettura di Napoli e della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei.
 
La Commissione e le autorità italiane hanno dunque deciso di attuare un monitoraggio del piano d'azione attuale in quattro riprese: una alla fine del 2014, una ad Aprile 2015, un'altra ad agosto e un'ultima a dicembre 2015, data della fine del progetto. Fino a questo momento si sono conclusi i lavori dei primi due cantieri, con il restauro della Casa del Criptoportico e quello delle Case delle Pareti Rosse.
 
“I diversi ministeri coinvolti, ognuno sulla base delle proprie competenze – rapporti con il territorio, tutela del patrimonio culturale, sicurezza e legalità, sensibilizzazione civica e didattica - lavorano insieme alla definizione delle strategie ed alla attuazione delle diverse fasi del progetto”, si legge sul sito del Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo.
 
Pompei è patrimonio culturale mondiale, sito Unesco dal 1996 e attrae annualmente circa 2.300.000 milioni di visitatori è il sito archeologico più esteso al mondo: i suoi 66 ettari, di cui 45 scavati e 33 aperti al pubblico, costituiscono l’estensione dell’antica struttura urbana. L’area archeologica è suddivisa in 9 regionesquartieri è costituita da 112 insulaeisolati e 1500 domuscase e ospita numerosi mosaici, superfici decorate ed elementi architettonici decorativi. Il sito, in questi ultimi anni, non ha avuto vita facile: da novembre 2010 ha dovuto affrontare 18 crolli che hanno provocato pesanti danni alla Pompeii antica, meta di milioni di visitatori provenienti da tutte le parti del mondo.
 
Il 6 novembre 2010 crollò la Domus Gladiatoria. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dichiarò: “Quello che e’ accaduto a Pompei dobbiamo, tutti, sentirlo come una vergogna per l’Italia. E chi ha da dare delle spiegazioni non si sottragga al dovere di darle al più presto e senza ipocrisie”. L'ex sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, affermò che la domus era “in attesa di essere ristrutturata da anni” e non c'era stata, da parte delle istituzioni, “la dovuta attenzione e cura”. Tra le cause del crollo della Schola Armaturarum Juventutis Pompeianae le infiltrazioni d'acqua dovute alle pesanti piogge di quei giorni.

Il 30 novembre 2010 cadde il muro perimetrale della Casa del Moralista, chiusa da sempre al pubblico e situata a solo 20 metri dalla Casa dei Gladiatori. Il cedimento riguardò sei-sette metri di materiale formato da tufo e calcare che formavano un muro di fondo, contenimento al peristilio e al giardino della domus. Sandro Bondi, allora Ministro dei Beni culturali, il muro andato giu era stato “rifatto nel dopoguerra” e dichiarò di evitare “inutili allarmismi”. Il crollo, affermò il ministro, riguardava “un tratto di mura di cinta in tufo e calcare già crollato nel corso dei pesanti bombardamenti dell'aviazione statunitense nella notte tra il 19 e il 20 settembre 1943 e completamente rifatto all'indomani della guerra”.

Il 22 ottobre 2011 rovinò al suolo un muro realizzato con la tecnica Opus incertum, situato in una zona aperta al pubblico, vicino alla Porta di Nola, nei pressi della cinta muraria dell'antica Pompeii. La causa fu attribuita a “un violento nubifragio” che aveva “flagellato l'area vesuviana”. Nel frattempo Giancarlo Galan aveva sostituito il ministro dimissionario Sandro Bondi. Leoluca Orlando, all'epoca portavoce dell'Italia dei Valori in Parlamento dichiarò: “In un altro Paese, il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Galan, si sarebbe già dimesso. Dopo il fallimento del suo predecessore, anche Galan ha dimostrato di non essere in grado di ricoprire il suo ruolo. Prima che avvenga un altro disastro chiediamo che il ministro venga in Parlamento a riferire su quanto accaduto”. Il ministro rispose pubblicamente: “Ho più volte pubblicamente espresso tutta la mia preoccupazione per gli effetti che avrebbero potuto provocare le prime violenti piogge su Pompei. Proprio per questo abbiamo lavorato per presentare al commissario europeo un piano efficace per il recupero e la messa in sicurezza del sito ed abbiamo disposto un affiancamento, gia' operativo, alla sovrintendenza perche' si inizi da subito a provvedere con le azioni di messa in sicurezza piu' urgenti. Pochi giorni dopo, il 26 ottobre, Galan dichiarò: “Ho detto che mi sento sotto esame solo perché sono una persona prudente. Però è fatta: i 105 milioni dell'Ue ci sono”.
 
Il 22 febbraio 2012 caddero alcuni frammenti di intonaco di un muro del Tempio di Giove. In seguito all'incidente la Sovrintendenza dichiarò che il distacco era avvenuto “dal paramento esterno della parete orientale della cella”.
 
Il 27 febbraio 2010 fu colpita la domus della Venere in conchiglia. Il forte vento rese più friabile l'intonaco dell'atrio della domus e permise un nuovo distacco di intonaco.
La parete interessata dal crollo, di 5x7, perse parte superiore di circa un metro e trenta per un metro: i frammenti si staccarono in seguito al forte vento di tramontana. Le pitture del peristilio, in un porticato coperto, per fortuna si conservarono al meglio.
 
Il 20 aprile 2012 vi fu, in un'area interdetta al pubblico, il cedimento di una parte non estesa di un muro di cinta all'interno di una domus senza nome della Regio V. La parete era dipinta con il celebre rosso pompeiano e la causa del crollo fu nuovamente attribuita alla forte pioggia dei giorni precedenti.
 
L'8 settembre fu il turno di una trave di legno di 4 metri del peristilio di Villa dei Misteri che sosteneva il tetto in tegole del peristilio della villa. “Su queste travi erano state collocate le tegole in terracotta che formano il tetto della struttura. I colleghi ci hanno detto di avere trovato la trave a terra durante uno dei giri di controllo che periodicamente si fanno durante la notte. In verità erano un po' spaventati”, dichiarò un custode dopo l'incidente.
 
Il 25 gennaio 2013 vide il crollo di un muro di contenimento di epoca borbonica in via del Vesuvio, nella Regione V Insula VII. Il cedimento avvenne di fronte alla famosa casa degli “Amorini Dorati”. Secondo la Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei la causa fu “la conseguenza delle piogge torrenziali abbattutesi” in quei giorni in Campania.
 
Il 12 luglio 2013, nella zona di via Stabiana, vi fu il distacco di pietre dal muretto in un'area rimasta accessibile ai turisti. La via Stabiana dà, infatti, accesso al teatro Piccolo, che restò comunque accessibile ai visitatori, come comunicato dalla soprintendenza archeologica.
 
Il 24 novembre 2013 i crolli interessarono la Casa del Torello di Bronzo – Regio V, Insula I, Civico 3,6,7,9 – e le Terme Centrali, il più grande complesso termale del sito archeologico che comprende un'insula intera. Entrambi gli edifici sono posti, uno di fronte all'altro, all'inizio della via di Nola ad angolo con il quadrivio di Orfeo.
 
Il 1 dicembre 2013 venne giù il muro di una bottega di via Stabiana con danni a una parte dell'intonaco all'ingresso della Casa della Fontana piccola.
 
Il 13 dicembre 2013 fu il turno di via di Nola. Nella Regio V, Insula II e al civico 14, si frantumò uno stucco “rosso pompeiano”, qualche giorno dopo la nomina del nuovo direttore generale degli Scavi, Giovanni Nistri.
 
Marzo 2014 è stato un mese diabolico per Pompei.
 
Il 1 marzo è stato riscontrata la caduta di alcune pietre dalla spalletta del quarto arcone sotto il tempio di Venere.
 
Il 2 marzo ha visto il cedimento del muretto di una tomba della necropoli di Porta Nocera.
 
Il 3 marzo la pioggia ha distrutto una parte dell'alzato di un muro nella bottega della Regio V 2, 19, all' angolo dell'isolato a via di Nola. «Stavamo appunto provvedendo alla messa in sicurezza di questa muratura, che è una muratura di restauro realizzata proprio per evitarne il crollo. Ma non abbiamo fatto in tempo», ha dichiarato l'archeologa Grete Stefani, direttore degli scavi, che ha parlato dela “necessità di un progetto di drenaggio per le Regioni V, IX e III, che pongono lo stesso problema”.
 
Il 20 marzo è stato registrato l'ennesimo cedimento riguardante una porzione di muro “in opera incerta” di una domus della Regio V, in un'area interdetta al pubblico.

Il 26 giugno c'è stato un ennesimo crollo agli Scavi. "Due cedimenti strutturali" sono crollati in una bottega a Vicolo Storto, che si trova nella Regio VII, Insula 3, civ. 37 del sito archeologico pompeiano. Lo ha riferito la Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia: "I cedimenti, sollecitati probabilmente dal maltempo e dalle piogge di questi giorni, sono stati individuati in due diversi ambienti della bottega".
 
Adesso tutti, a gran voce, parlano della rinascita di Pompei. Per evitare che sia cancellata totalmente una parte importante della nostra storia.
 
“Vincere la sfida di Pompei - ha dichiarato il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini - significa dare un segnale al mondo interno, significa dimostrare che il nostro Paese vuole investire sul suo patrimonio culturale”.

Mica vogliamo comportarci come Totò e Peppino? "Ma come? Invece d'andare in città m'hai portato a Pompei, tutti ruderi?!".
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