Qualità in sanità tra equità e sostenibilità

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La salute nelle carceri è sempre più un tema centrale. Non a caso durante i lavori del convegno nazionale “Qualità in sanità tre equità e sostenibilità” tenutosi a Napoli tra il 13 e 14 dicembre (organizzato da Maria Triassi) si è svolta la cerimonia di chiusura del corso di perfezionamento universitario in “Sanità Penitenziaria”.

Un corso unico per ora in Italia, organizzato dal dipartimento di Sanità pubblica della Federico II, in accordo con il direttore generale dell’Asl Napoli 1 centro Mario Forlenza e il presidente dell’associazione Co.N.O.S.C.I. (Coordinamento Nazionale degli Operatori per la Salute nelle Carceri Italiane) Sandro Libianchi, da 20 anni “sul campo” per la tutela della salute  in carcere e per le misure alternative in qualità di Responsabile Medico UO Dipendenze Istituti Penitenziari di Rebibbia.

Nel corso della cerimonia sono stati consegnati gli attestati ai 54 partecipanti del Corso. Il percorso didattico, da febbraio a novembre, è stato caratterizzato dall’ incontro e dal confronto dei diversi operatori attivi nei contesti penitenziari – medici, infermieri, psicologi, agenti di polizia penitenziaria – ma anche magistrati, docenti di Diritto Penale, di Criminologia, direttori degli Istituti Penitenziari (Poggioreale, Secondigliano, Airola per i minori) secondo una strategia multidisciplinare che è da tempo una peculiarità dei corsi post-laurea organizzati dalla professoressa Triassi. Il risultato, in termini di partecipazione e di entusiasmo, è incoraggiante: si prevedono future edizioni di questo interessante percorso didattico, di cui da più parti si avvertiva l’esigenza.

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