Rapporto interspaziale, da Astronave Scrash a Pianeta Sprizz

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Oggetto: Pianeta Terra.

Dopo il mio ingresso nel Sistema Solare ed il sorvolo di tutti i pianeti orbitanti, sono entrato nello spazio aereo della Terra, l’unico con forme di vita intelligente. Ho posizionato l’Astronave sopra una Città con caratteristiche uniche, per colori, profumi, bellezze, musicalità e vitalità della gente. Il mio primo contatto terrestre è avvenuto con un umano inerpicatosi fin quassù con lunga scala, che mi ha salutato con:               
“Uè marziano, fanno  5 euro 'o parcheggio.                                                                                               

Come da ordini vi invierò rapporti sulla vita di questo popolo, cercando come consuetudine di individuare i particolari, per comprenderne lo spirito.

Nome Città: Napoli

                                                                                                                                        Comandante XYZ

Primo Rapporto.    

Tramite il rilevatore scanner a Raggi X in dotazione, ho individuato i primi elementi da analizzare. Trattasi di mezzi atti a muoversi per le strade, dotati di due ruote, chiamati “Motorini o Vespini” che, anziché compiere naturali linee certe orizzontali o verticali, sviluppano evoluzioni improprie, zizzagando tra altri veicoli a quattro ruote, denominati auto in lento movimento, che emettono continui lamentosi rumori dati dal pilota che pigia fortemente il pollice al centro del volante: “Biiiiiiiiiiiiiii”,  mentre il palmo dell’altra mano è aperto con tre dita: pollice, medio e anulare chiusi.      

Altri terrestri, camminando a piedi, attraversano la strada colloquiano affabilmente con i conducenti dei motorini, aiutandosi nell’interloquire con alzamenti di braccia e frasi per me incomprensibili del tipo: “Cape ‘e cazzo”, “Chitemmuorto”, “Chitebbivo” oppure “Se dice ca ‘ e ccriature ‘e  pporta ‘a cicogna;  forze tu le sì caruto”. Le risposte variegate suonano: “Soreta è ‘na zoccola” o anche “Chiavete ‘a lengua ‘ncul”.                                   
Presumo sia il loro modo per scambiarsi saluti ed augurare una bella giornata. Altro particolare degno di nota è che tutti effettuano questi gesti con irrazionali sguardi arrabbiati, occhi iniettati di sangue e talune volte bava alla bocca.                                                                                                                         

Molto interessante è osservare i motorini, quando sono fermi davanti ad un palo con luce di colore rosso, posto di fronte ad un incrocio. L’originale allineamento viene scosso da “alcuni” che accelerano mimando il desiderio di partire facendo sobbalzare il mezzo ed altri che dopo tre secondi esclamano, “’o semaforo è scassato e nun  funziona”  e partono, sempre zizzagando, tra veicoli che viaggiano incolonnati, perpendicolari a loro, col solito “Biiiiiiiiiiiiiiiii!!!”. Dal finestrino, anche in questa situazione, si scorgono braccia e odono voci per i saluti verbali, in linea con quelli accennati prima. Quando la luce si trasforma in verde, il rito avviene esattamente al contrario, con motorini che arrivano lateralmente a quelli incolonnati precedentemente dal colore rosso, che muovendosi a loro volta piano, con finestrino abbassato, hanno tutto il tempo di portare fuori il braccio.                                                                                                                                                                          
Non sono riuscito a comprendere l’utilità del Giallo, perché con quello si muovono tutti insieme, tutti fanno”Biiiiiiiiiii”, e tutti si sbracciano dal finestrino a far saluti.

Sui motorini si può viaggiare da soli, in due o tre persone. Il casco copri testa, in varie forme e colori, presumo sia una moda, perché è usato liberamente e a discrezione personale.

Paragonerei il movimento dei “Motorini e Vespini” nel traffico, a quello che si osserva dall’astronave quando si entra all’interno di uno sciame di asteroidi. L’unica differenza e data dal fatto che gli asteroidi viaggiano tutti nella stessa direzione.

Interessante è osservare i parcheggi di detti mezzi. Un uniforme, confusionario accatastamento di motorini avvolti dalle più incredibili catene o altri geniali sistemi di bloccaggio. Mistero è del come ognuno riesca a ritrovare il suo.

Altro particolare che vorrei sottolineare, perché va contro ogni razionale legge dell’Universo, è dato dal fatto che tutti e ribadisco tutti i protagonisti della strada, dai conducenti di motorini e auto fino ad i pedoni, una volta usciti dal palcoscenico strada, diventano immediatamente affabili, garbati. Ed i saluti espressi con braccia alzate, si trasformano in sorridenti pacche sulle spalle o strette di mano: bona jurnata, ué, statte buono, ce verimmo, cià cià.

Io, Comandante XYZ, salvo ordini diversi, continuerei il monitoraggio di queste genti, forte del fatto che, mentre osservavo gli zizzagamenti, scorgevo altre interessanti particolarità che meriterebbero di essere approfondite.

Fine Rapporto                                                                                           

XYZ By Roberto Zuccotti

PS. Si ringrazia l’Artista “Fabrizio Scala” per la gentile concessione dell’utilizzo di una sua opera a compendio dell’articolo.

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Rapporto interspaziale, da Astronave Scrash a Pianeta Sprizz