REGIONE CAMPANIA: MALUMORI PDL E ALLEATI SULLA GIUNTA CALDORO

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Appea nata la nuova giunta di centro destra della Regione Campania è già investita da un'onda anomala di proteste e rischia di rimanere impallinata dal 'fuoco amico' degli alleati scontenti

Qualcuno li definisce eufemisticamente 'malumori'. Ma quelli che serpeggiano fra le compagini del Pdl di Avellino, Benevento e Caserta, fra gli alleati del Mpa e della lista Noi Sud - a poche ore dalla formazione dell'esecutivo di Sefano Caldoro - sono molto di più. Messaggi al neo governatore, al Pdl campano, in particolare a Cosentino cui molti attribuiscono forti indicaizoni e scelte precise. Segnali erano stati lanciati a partire da mercoledì, quando Caldoro era intervenuto in Consiglio, alla seduta d'insediamento, rifiutando di tenere la relazione programmatica ed annunciando che l'avrebbe fatto con la giunta al completo, in quella poi programmata per mercoledì 19. In molti se lo aspettavano ed avevano messo i cosiddetti'paletti'. E' il caso del Pdl di Avellino che proprio sabato, alla vogilia dell'annuncio dei nomi dell'esecutivo, aveva messo in guardia il governatore pena le dimissioni dal partito. Dimissioni che sembrano più vicine visto che di avellinesi in giunta c'è l'Udc Giuseppe De Mita. Mortificati si dicono anche gli esponenti pidiellini di Caserta e Benevento. Questi ultimi minacciano, addirittura, di spingere per staccarsi dalla Campania e chiedere il refrendum per essere annessi al Molise. Arrabbiati sono anche i partiti o formazioni che non hanno avuto un posto in giunta: l'Mpa e soprattutto Noi Sud, delusi perchè pur avendo due consigliei come l'Udeur sono rimasti fuori dall'esecutivo. Questa nona legislatura si avvia a partire fra polemiche interne al centrodestra, bersagliato dal ''fuoco amico'' della Carfagna, di Viespoli e Bocchino, ciascuno con le sue motivazioni. Ma il nodo vero che Caldoro dovrà sciogliere - compito non facile, né veloce - è quello del buco della sanità. Secondo le anticipazioni odierne del Corriere del Mezzogiorno, il debito campano e' di oltre 6 miliardi di euro, pari al 67% del finanziamento complessivo annuo. I dati sono il frutto di indagini durate settimane e svolte a Roma. In particolare, spiega il quotidiano,"tra le diverse voci spunta un miliardo e mezzo di euro di fondi già erogati dalla Regione alle aziende sanitarie e bloccati dai legali dei creditori presso le banche tesoriere, di cui circa 1 miliardo solo presso la Asl Napoli 1 Centro". Soldi erogati dalla Regione mesi fa, dunque, ma sostanzialmente congelati. Di qui la preoccupazione prima di Caldoro che dovrà affrontare - seppur supportato da Roma - un nodo ben più grande dei malumori di chi non è entrato in giunta.

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