Riciclaggio di denaro: l'UE approva nuove norme

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Il Consiglio Europeo (a livello di ambasciatori) ha confermato l'accordo raggiunto tra la presidenza bulgara e il Parlamento sulle nuove norme relative al ricorso al diritto penale per contrastare il riciclaggio di denaro. La nuova direttiva mira a interrompere e bloccare l'accesso dei criminali alle risorse finanziarie, comprese quelle utilizzate per attività terroristiche.

I principali obiettivi delle nuove norme sono:

  • stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni inerenti al riciclaggio di denaro
  • eliminare gli ostacoli alla cooperazione giudiziaria e di polizia a livello transfrontaliero introducendo disposizioni comuni al fine di migliorare l'indagine sui reati connessi al riciclaggio di denaro
  • allineare le norme dell'UE agli obblighi internazionali, in particolare quelli derivanti dalla Convenzione del Consiglio d'Europa sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo (Convenzione di Varsavia) e dalle raccomandazioni pertinenti del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI)

"Per intraprendere attività terroristiche o criminali di altro tipo servono soldi. Assicurare che le attività di riciclaggio di denaro siano sanzionate e che la cooperazione giudiziaria e di polizia a livello dell'UE sia il più efficace possibile contribuirà a ridurre il flusso di denaro che finisce nelle tasche dei criminali. Queste nuove norme rappresentano un'altra componente essenziale del piano globale dell'UE per arginare il flusso di denaro a disposizione dei criminali."
Tsetska Tsacheva, ministra della giustizia della Bulgaria

Il compromesso finale raggiunto tra le istituzioni prevede che:

  • le attività di riciclaggio di denaro saranno punibili con una pena detentiva massima di 4 anni
  • oltre al carcere, i giudici possono imporre sanzioni e misure aggiuntive (ad esempio l'esclusione temporanea o permanente dall'accesso ai finanziamenti pubblici, multe, ecc.)
  • ai casi connessi a un'organizzazione criminale o per reati commessi nell'esercizio di determinate attività professionali si applicheranno circostanze aggravanti gli Stati membri possono inoltre definire tali circostanze aggravanti sulla base del valore dei beni o del denaro oggetto di riciclaggio o della natura del reato (ad esempio corruzione, sfruttamento sessuale, narcotraffico, ecc.)
  • anche le entità giuridiche potranno essere ritenute responsabili di determinate attività di riciclaggio di denaro e vedersi infliggere una gamma di sanzioni (ad esempio, esclusione dagli aiuti pubblici, assoggettamento al controllo giudiziario, provvedimenti giudiziari di scioglimento, ecc.)

Il compromesso include inoltre regole più chiare per stabilire lo Stato membro competente e definire la cooperazione tra gli Stati membri interessati nei casi transfrontalieri, ed evidenzia la necessità di coinvolgere Eurojust.

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