Rosso, il colore della speranza

Stampa/PDF

Non per tutti il rosso è il colore della catastrofe. Per Nikos, mendicante e cieco dalla nascita, il semaforo che diventa rosso è simbolo di speranza. Le macchine si fermano e qualcuno gli fa l’elemosina e questo gli permette di mangiare, soprattutto gli consente di mandare la figlia Marika a scuola.

Questo fino al giorno in cui arriva Clark, un altro cieco, fuggito dalla guerra che imperversa nel suo paese dove il figlio Tino è saltato in aria su una mina. Clark, insieme con la moglie Tina, cerca di rubare lo spazio a Nikos. Così la città comincia a non stare più bene a nessuno dei protagonisti. Che fare? Partire? Rimanere? Aspettare un segno o cercare di sopravvivere camminando?

Ecco l’ultimo enigma da risolvere prima della morte.

Queste le premesse dello spettacolo di Paco Traore, regista senegalese ma oramai ischitano di adozione, in scena con “Rosso, il colore della speranza” al Teatro Polifunzionale Ischia.

Lo spettacolo, primo prodotto di Amici del Teatro, vuole mettere in evidenza i temi della povertà, della guerra, delle mine antiuomo, della situazione dei rifugiati, dei senza tetto e dei mutilati. "Lo scopo non è di mostrare la realtà di queste situazioni" afferma Traore "ma è sicuramente di farla vivere come un racconto africano sulla povertà e sul tema dei rifugiati, già presente nel destino quotidiano di tanti paesi del mondo".

Il cast tutto ischitano è composto da Leonardo Bilardi, Aurora Cecchi, Aaron Insenga e Maria Elena Verde. La scenografia è firmata dal Maestro Manuel Martinez, scenografo cinematografico di grandi film come “I fiumi di porpora” e “ Red 2”, residente da moltissimi anni sull’isola, dove si è fatto già apprezzare per le sue competenze nell’ultima edizione della Festa a mare agli Scogli di Sant’Anna in qualità di giurato d’eccezione, nonché come responsabile degli allestimenti per gli spettacoli 3 sull’altalena, Elsinore Circus, Rotta per l’aldilà.

Stampa/PDF
Rosso, il colore della speranza