Rural Festival Toscana

Stampa/PDF

Oltre una trentina gli agricoltori e gli allevatori che hanno preso per la gola con le loro specialità il folto pubblico che lo scorso weekend del 16 e 17 settembre ha visitato la seconda edizione del Rural Festival Toscana a Gaiole in Chianti (SI). Dopo il successo della quarta edizione del Rural Festival Emilia a Rivalta di Lesignano de' Bagni (PR) presso l'Agricola Rosa dell'Angelo il primo weekend di settembre, anche la tappa toscana del Rural Festival conferma e rinnova il successo del debutto dello scorso anno.

La cittadina senese, centro vinicolo di villeggiatura in cui già nel Duecento si teneva il mercato delle merci e oggi conosciuta in tutto il mondo per l'Eroica, la manifestazione cicloturistica non competitiva che si corre la prima domenica di ottobre su biciclette rigorosamente d'epoca, sarà sempre più associata anche al Rural Festival e alla biodiversità agricola territoriale. Una mostra-mercato che ha portato ad assaggiare e a conoscere sapori autentici e produzioni di qualità di Emilia Romagna e Toscana per fare squadra in nome della biodiversità

Un risultato che ha superato ogni più rosea aspettativa, come confermano entusiasti organizzatori e produttori, alcuni dei quali già nel primo pomeriggio della domenica hanno fatto registrare il tutto esaurito della propria merce. Un caleidoscopio di profumi, aromi e sapori dimenticati hanno deliziato i numerosissimi visitatori, toscani, italiani e non, che non hanno mancato l'appuntamento desiderosi di conoscere, approfondire e gustare prodotti provenienti da antiche cultivar vegetali e antiche razze animali, spesso portate avanti di generazione in generazione con sacrificio ma anche con tanta passione.

E non mancano giovani produttori partiti con progetti interessanti volti a recuperare e a valorizzare ciò che è stato abbandonato in precedenza, dandogli nuova dignità: la lavorazione della lana di pecora Cornigliese e il recupero della canapa come tessuto naturale o la coltivazione e vinificazione di uva Sangiovese.

Le tensostrutture hanno così ospitato legumi tipici toscani come fagiolo Zolfino, Coco nano e cece rosa, pecorino di pecora Massese e Garfagnina, pane fatto con grani antichi o la famosa Marocca di Casola (un piccolo pane di montagna con impasto di farina di castagne, grano e patate), polenta di mais Formenton Ottofile Garfagnana, l'olio extra vergine di Olivastra Seggianese (delicato, un perfetto equilibrio tra amaro e piccante, che piace tanto anche ai bambini), pasta fresca e secca da grani antichi, le erbe aromatiche e spontanee del Chianti, gnocchi di patata di Cetica, testaroli al farro della Lunigiana, porchetta di suino di Cinta Senese, vino da uva Sangiovese in purezza, vin santo di Malvasia del Chianti, piccole forme di formaggi unici stagionati in grotta, ottenuti dalla lavorazione del latte crudo di vacche di razza Bardigiana, Bianca Val Padana e Grigia dell'Appennino (della stalla della "salvezza" di Rivalta) con certificazione biologica.

E, ancora, il prosciutto di maiale nero proveniente da suini di razza antica che pascolano liberi all'aperto. Poi gli arrosticini di pecora Cornigliese, la polpa di pomodoro Riccio di Parma e le mostarde della Centrale della Frutta (Traversetolo), marmellata di prugna Zucchella, latte fresco d'asina da cui si ricava un delizioso sorbetto, formaggio Pioniere da latte intero e i vini da rare cultivar come il lambrusco Maestri e la Fortana del Taro.

Un'altra area è stata dedicata al parco animale di antiche razze la pecora Cornigliese, Massese e Garfagnina, l'asino Romagnolo e Amiatino, la Chianina e il pollo Valdarnese. Presente inoltre la mostra pomologica dell'Associazione Agricoltori e Allevatori custodi di Parma, rappresentanti dell'Associazione Regionale Allevatori dell'Emilia Romagna e Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano con materiale informativo.

Non è mancato lo scoppiettio del motore dei colorati trattori d'epoca, prodotti tra gli anni Trenta e Cinquanta, che destano sempre curiosità da parte di tanti appassionati e ovviamente nei bambini. Per loro è stato organizzato un gioco di ruolo, ripetuto più volte e molto partecipato, per far conoscere in modo attivo il mondo delle api.

Una manifestazione, quella del Rural Festival nelle sue due tappe Emiliana e Toscana, che cresce di anno in anno e che sta creando una filiera economica importante dove i produttori sono quindi in primo piano per valorizzare la biodiversità e quell'economia sostenibile che recupera tradizioni antiche e valori contadini.

E non finisce qui: Rural sarà anche a Colorno (PR) nel weekend dedicato al Tortél Dóls il 7 e 8 ottobre prossimi e ancora a Milano Golosa (MI) il 14, 15 e 16 ottobre, manifestazione enogastronomica che punta su materia prima e piatti del territorio, mettendo al centro artigiani e cuochi di tutta Italia.

Il viaggio all'insegna della biodiversità e valorizzazione del territorio continua poi con i Rural Adventure, escursioni di più giorni in fuoristrada, che accompagneranno il visitatore a conoscere agricoltori e allevatori Rural, attraverso strade meno battute sull'asse che collega Rivalta a Gaiole in Chianti, e con i corsi di biodiversità agricola che si terranno a Traversetolo (PR) con esperti agronomi ed etnologi zootecnici per rispondere alla voglia di conoscere un mondo antico, non poi così lontano, nel rispetto della natura e degli animali e riscoprire sapori autentici.

Sapori che possiamo trovare tutto l'anno nel Rural Market di Parma, un piccolo negozio aperto in borgo Giacomo Tommasini. E' aperto dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 17 alle 20. Chiuso la domenica e il lunedì.

Stampa/PDF
Rural Festival Toscana