Saldi: il prezzo lo decide il consumatore

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Il marchio americano, non molto conosciuto in Italia, ha strabiliato gli utenti. Si, perché i suoi capi sono molto costosi e mai in saldo, infatti, non sono stati applicati sconti nemmeno in occasione del Black Friday. In questo caso, infatti, l’azienda non ha messo merce in saldo, tuttavia, ha dedicato il ricavo delle vendite alle fabbriche alle quali si affida per la produzione.
La riduzione del prezzo in sé già rappresenta una rivoluzionaria new, ancora meglio se a decidere il costo da pagare è proprio il consumatore. L’iniziativa, chiamata “Chose Your Price” si è tenuta a fine anno (26 – 30 Dicembre). Dal sito Everlane, nel box dedicato, era possibile acquistare la merce messa in promozione, si trattava di alcuni articoli in sovrabbondanza rispetto alla domanda d’acquisto. I prezzi consentiti erano di tre fasce, quella più bassa copriva i soli costi di produzione, quella media anche i costi per il personale e quella più alta consentiva di investire per la crescita del marchio.
La nota marca gode di alta considerazione fra i consumatori, specie per la politica di trasparenza che adotta circa i costi per la produzione. Sul loro sito, infatti, è possibile consultare l’elenco delle fabbriche alle quali si affida il ciclo produttivo nonché la storia di questi stabilimenti, una prassi insolita fra i grandi marchi. Due di queste fabbriche sono presenti anche sul suolo italiano, una si trova a Vicenza e produce gli accessori in pelle, l’altra invece a Brescia, dove si realizzano scarpe.
Tutti i capi in vendita sono stati accompagnati da una scheda che ne relazionava il prezzo e le sue componenti, il rincaro, il costo da sito e quello in negozio: ad esempio un cappotto in cachemire messo in vendita a 295 dollari include 53,90 dollari per il materiale, 4,84 per bottoni, cerniere ed accessori vari, 25,90 dollari per la manodopera, 4 per il trasporto e 14,40 per le tasse doganali. Il costo “effettivo” dunque è di 103 dollari, sul sito a 295. Il prezzo al negozio tradizionale sarebbe stato di circa 515 dollari. L’iniziativa è partita grazie all’idea di Michael Preysman il giovane imprenditore fondatore dell’azienda, nella convinzione che, talvolta i prezzi sono troppo alti rispetto ai reali costi di produzione.
Questa iniziativa non è stata inventata dal marchio americano, la strategia “Paga Quanto Vuoi” – pay what you want- è molto diffusa negli USA. In alcuni casi si imposta un prezzo minimo dal quale partire, in altri un prezzo consigliato, in generale è un vantaggio per il compratore e una prova di autostima per il venditore. Tra i tanti che hanno applicato questo metodo di vendita dobbiamo citare i RadioHead che nel 2007 hanno venduto con questa modalità il loro settimo album, prima che arrivasse nei negozi gli ascoltatori avevano la possibilità di scaricare dal web i brani a un prezzo scelto liberamente. 
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