Salvare il cuore con una tazzina in meno

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Il caffè è un’abitudine comune a molti italiani, un momento unico di pausa e di convivialità. La mattina prima di uscire per andare a lavoro, il pomeriggio durante un incontro, a fine pasto, durante lo studio. Insomma, il caffè ci accompagna e ci tiene svegli e attivi. Questa bevanda è stata oggetto di numerose ricerche scientifiche in quanto si teme che il suo effetto eccitante possa avere influenze negative sulla salute. Ma quante tazzine possiamo bere per non incappare nei suoi effetti negativi?

Come ci ricorda l'Oms, le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte al mondo ma anche quelle più facilmente prevenibili se si segue uno stile di vita sano. Il caffè è lo stimolante più consumato al mondo, ci sveglia, aumenta la nostra energia e ci aiuta a concentrarci, ma spesso ci si chiede quanto caffè si può consumare. - ha spiegato l’autore della ricerca, Elina Hyppönen - La maggior parte delle persone è d’accordo sul fatto che se si beve molto caffè, ci si può sentire nervosi, irritabili, e magari anche nauseati.

Per lo studio sono stati presi in esame i dati di 347.077 soggetti tra i 37 e i 73 anni raccolti nella Biobank del Regno Unito. Dall'analisi è emerso che bere più di 6 caffè al giorno può aumentare del 22% il rischio di insorgenza dell'ipertensione, ossia il primo segnale delle malattie cardiovascolari e patologie del cuore.

Nel dettaglio, la mutazione del gene CYP1A2  permetterebbe di metabolizzare più velocemente la caffeina. L'analisi ha evidenziato che i soggetti portatori di questa mutazione assimilano il principio attivo del caffè ad una velocità 4 volte superiore alla media ma non ha evidenziato che queste persone possano consumare con maggiore frequenza la bevanda senza presentare effetti collaterali.  Si stima che tre miliardi di caffè vengano bevuti ogni giorno in tutto il mondo. - conclude Hyppönen - Conoscere i limiti di ciò che ci fa bene oppure no è un imperativo. E come per molte altre cose, si tratta solo di consumarlo con moderazione.

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