Salviamo la natura, per salvare noi stessi

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Santhià, una cittadina di provincia Vercelli, diventerà capitale della cultura, e di un mondo che vuole cambiare rotta.

Presso la Biblioteca Civica di Santhià, si terrà infatti un interessante aperitivo letterario, ‘per astemi’ e ‘per vegani’ e con l’invito di tenere "fuori gli smartphone", con l'autrice Barbara Appiano per parlare con lei di libri, cultura, natura e dei disastri a cui sta andando incontro l'uomo.

Il dibattito prenderà spunto dal libro ‘Umanità Anno Zero’,  della prolifica e creativa autrice, un romanzo di formazione presentato al Circolo dei Lettori di Torino lo scorso gennaio, di cui molti stanno parlando.

Il romanzo sarà nuovamente protagonista con i suoi incredibili personaggi tra cui una elefantessa di nome Araba e i suoi piccoli amici, Calypso, Benjamin, Blasdemetrio, Gonzalo e Apostolo.

Nomi emblematici collegati alla sanguinosa guerra civile di El Salvador, e alla Siria, anch'essa devastata dalla guerra.

Calypso è una bambina che, decidendo di liberare Araba da un circo, dà il via al romanzo, che diviene così un frullatore e un grande contenitore delle gesta dell'umanità, ove tutto frulla, comprese distruzione, guerre e rinascite.

‘Umanità Anno Zero’ vuole essere un punto di partenza, un punto zero, cioè un luogo da cui l’umanità può ripartire per riscattarsi e prendere coscienza di sé.

Una umanità ormai bestiale dove i disvalori, con il mancato rispetto della natura, la svalorizzazione della stessa vita umana, se non vengono azzerati ridurranno il consorzio umano in un deserto di cuori.

L'evento sarà l'occasione per l'autrice di presentare anche il progetto culturale di trasformare il libro in un film attraverso un manifesto già pubblicato on line, ove l'autrice con forza e determinazione spiegherà perché un libro come ‘Umanità Anno Zero’ debba diventare un film come la favola di Pinocchio.

Perchè ‘Umanità Anno Zero’ e' l'umanità degli animali che ci descrivono nella nostra banalità.

Durante l'aperitivo letterario Barbara Appiano leggerà inoltre la sua ‘Lettera aperta a Sua Maestà la Plastica’, protagonista delle nostre vite con un capitolo dedicato all'interno del romanzo.

La plastica vista dall'autrice e' una presenza ingombrante e a suo dire quasi persecutoria, perché non c'e' luogo ove non sia presente.

Per meglio polarizzare sugli effetti devastanti della plastica, con relativi derivati sociali e comportamentali, l'autrice presenterà anche una petizione dalla stessa lanciata su change.org dal titolo “L’arte non e' un outlet" che sottolinea  l'assurdità del nostro vivere e demonizza la frequentazione degli outlet, come il catechismo o come un luogo di svago, quasi fossero dei centri ricreativi.

Una triste massificazione che l'autrice ricorda volere essere stata prevista da un grande poeta geniale come Pier Paolo Pasolini, che ben oltre 40 anni fa come un visionario vide la dissoluzione del nostro vivere, una forma di antropologia all'incontrario dove l'uomo anzichè cercare rifugio nella natura che è la nostra prima madre, distrugge il suo ambiente per distruggere se stesso, in nome di un conformismo che appiattisce sempre più le menti.

Una distruzione narcotizzata da finto divertimento che aliena le nuove generazioni verso una forma di vuoto esistenziale, da riempire con gli outlet e gli smartphone, un'alienazione che abdica alla ricerca della felicità, come lo stato di natura che l'uomo vive da quando è sulla terra e cioè con una forma di partecipazione solidale con la natura e gli animali.

Barbara Appiano resta una persona semplice, che con una scrittura autentica e graffiante rifiuta ogni etichetta e apparentamento, facendo della sua scrittura "anti-sistema" un'alternativa di verità, di cui oggi il mondo ha tanto bisogno.

Il 24 febbraio 2018 a Santhia' l’umanità avrà l'alternativa di scegliere altri modi di vivere e sentire, con una visione universale della vita, che è un abbraccio al mondo e ai suoi abitanti tutti, piante, animali e gli stessi esseri umani.

‘Umanità Anno Zero’ è un percorso impegnativo  dove la Natura descritta con parole che trascendono e realizzano il mondo nella sua interezza vogliono svegliare l'amore sopito, che ognuno di noi porta dentro di sé.

"L'arte non e' un outlet", “Lettera aperta a Sua Maestà la Plastica" e “Dalle pagine di un libro, un manifesto per creare un film documentario per salvare il mondo”: non sono degli slogan per vendere ma le battaglie e gli urli di dolore dell’autrice

Un grido di allarme che comincia a riecheggiare e che Barbara Appiano non smetterà di portare in giro, per far sentire l’eco in tutto il mondo.

Un eco a cui parteciperà donando parte dei ricavati dei suoi libri all’Istituto Oncologico Europeo Centro Cardiologico Monzino, alla Ricerca cardio vascolare e alla Pengo Life Project, visto il suo amore per gli elefanti, un progetto  italiano che mira a sensibilizzare il problema drammatico del bracconaggio degli elefanti e dei rinoceronti in Africa, che li hanno ridotti a rischio estinzione.

Ogni 15 minuti infatti viene ucciso un elefante e se non faremo nulla nel 2025 non ci sarà più un elefante sulla faccia della terra, privando le nuove generazioni di un patrimonio della natura dal valore incommensurabile.

"Vogliamo veramente tutto questo?" si chiede e ci chiede Barbara Appiano.

A ognuno di noi la risposta.

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