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Save the Children: un fondo di contrasto alla povertà educativa minorile

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'Il varo, nella legge di stabilità, di un pacchetto di provvedimenti volti a contrastare la povertà minorile, è un importante passo avanti per il nostro paese. In particolare riteniamo di grande significato il varo di un fondo sperimentale dedicato al contrasto alla povertà educativa minorile, cioè la privazione da parte dei bambini e degli adolescenti della possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni. Si tratta di uno degli aspetti più gravi e al tempo stesso meno visibili della povertà per i più piccoli'.

Con queste parole Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children, commenta il varo della legge di Stabilità.

'Sin da domani il nostro impegno, insieme a tante organizzazioni nazionali e locali impegnate sul campo, sarà quello di premere affinché le previsioni di legge si traducano presto e bene in azioni concrete a favore dei bambini e degli adolescenti più svantaggiati, per iniziare a mettere la parola fine alla triste realtà della povertà educativa e per restituire a tutti i bambini che crescono in Italia, indipendentemente dalla loro condizione economica e sociale, le opportunità educative necessarie a costruire il loro futuro', conclude.

La povertà educativa è stata posta all'attenzione del governo e dell'opinione pubblica da Save the Children nel 2014, con il lancio della campagna 'Illuminiamo il Futuro', volta a sensibilizzare il paese sulla crescente deprivazione di opportunità formative, educative e ricreative per i bambini e gli adolescenti in Italia.

I dati sulla povertà educativa in Italia sono allarmanti: dal tasso di dispersione scolastica (il 15%, uno dei più alti in Europa) alle competenze in matematica e lettura OCSE Pisa (un quindicenne su quattro non supera il livello minimo di competenze in matematica), dalla lettura dei libri (quasi un minore su due tra i 6 e i 17 anni non ha letto un libro se non quelli scolastici nel corso dell'ultimo), alla frequentazione dei luoghi della cultura e dell'arte (più della metà dei minori tra i 6 e i 17 anni non ha visitato un museo o un sito archeologico nell'ultimo anno).

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