Save the Children: vite in pericolo in Nigeria

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Un nuovo studio di Save the Children rivela che la metà dei bambini sotto i 5 anni soffre di malnutrizione acuta in alcune parti del Nordest della Nigeria, dove si teme che 200 bambini al giorno possano morire a causa di una crisi alimentare latente, che minaccia di travolgere una risposta umanitaria già caratterizzata dalla grave mancanza di fondi. È questo l’allarme lanciato da Save the Children, l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare in bambini in pericolo e a promuoverne i diritti.

Le rilevazioni, effettuate tra giugno e ottobre di quest’anno, hanno riscontrato con regolarità tra il 40% e il 50% di bambini sotto i 5 anni che soffre di malnutrizione acuta in alcune aree del Paese. Le cifre potrebbero essere anche più elevate in zone che non possono essere raggiunte a causa di problemi di sicurezza.

Ben Foot, Direttore Paese di Save the Children Nigeria, ha appena visitato l’unità di terapia intensiva per bambini malnutriti nei sobborghi di Maiduguri, la capitale dello Stato del Borno, e afferma che il centro si trova in gravi difficoltà. 

I bambini che arrivano qui lottano tra la vita e la morte. La nostra unità di terapia intensiva è già oltre la sua capienza e siamo costretti ad assistere bambini gravemente malnutriti su materassi stesi per terra. Il nostro personale medico lavora senza sosta, ma se non arriveranno nuovi fondi tra non molto ci troveremo nella terribile condizione di dover rifiutare assistenza a bambini malati e affamatiafferma Foot.

Un’importante conferenza che si terrà a Ginevra ai primi di dicembre potrebbe contribuire a fornire i fondi necessari a evitare che la crisi alimentare degeneri ulteriormente, afferma Save the Children. “L’aspetto veramente scioccante della risposta internazionale è l’assenza dei donatori chiave internazionali,” dichiara Foot. “Due terzi degli aiuti forniti finora provengono esclusivamente da Regno Unito, Stati Uniti e Unione Europea: è evidente che gli altri Stati debbano fare di più.”

La crisi umanitaria nel Nordest della Nigeria, il risultato di sette anni di ribellioni violente che hanno costretto milioni di bambini a lasciare le loro case, è stata descritta dalle Nazioni Unite come la crisi più ignorata al mondo.

Un’altra madre che si è rivolta alla clinica di Save the Children ha raccontato che suo marito, suo zio e tre dei suoi bambini sono stati uccisi di fronte a lei. Quando è arrivata al centro, sua figlia di due anni era affetta da malnutrizione acuta, polmonite ed era sottopeso. I medici sono riusciti a salvarle la vita, ma temevano che la madre, nullatenente, non sarebbe riuscita a mantenere la bimba e altri due figli in salute.  

Con l’appello delle Nazioni Unite finanziato solo al 38%, 75.000 bambini gravemente malnutriti potrebbero morire entro un anno se non riceveranno aiuti umanitari immediati, avvertono le stesse Nazioni Unite.

Nel Nordest della Nigeria, Save the Children ha fornito cure a 12.000 bambini colpiti da malnutrizione grave acuta. A settembre, l’Organizzazione ha aperto un nuovo centro di stabilizzazione che fornisce cure salvavita a un numero crescente di bambini che soffrono delle forme più severe di malnutrizione acuta con insorgenza di complicazioni come la malaria.

L’Organizzazione sta distribuendo aiuti alimentari d’emergenza a 7.500 famiglie, con l’obiettivo di raggiungerne altre 5.000 nelle prossime settimane. Gli aiuti alimentari vengono forniti sotto forma di voucher elettronici, che vengono gestiti attraverso una piattaforma mobile. Save the Children ha costruito servizi igienici e pompe per l’acqua, fornisce assistenza ai bambini tra i 3 e i 5 anni e sta formando i genitori adottivi dei bambini che sono stati separati dalle proprie famiglie.

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