Se questo è un sabato

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La Galleria Poggiali è lieta di annunciare Se questo è un sabato, la prima mostra personale di Manfredi Beninati (Palermo, 1970) nella sede milanese della galleria.

Il lavoro di Beninati è stato esposto nelle Biennali di tutto il mondo, tra le altre alla Biennale di Venezia nel 2005 e nel 2009 (Primo Premio del pubblico nel 2005), alla Biennale di Liverpool, a quella di Mardid e poi di Istanbul, sol per citarne alcune.

L’artista, noto per le sue opere pittoriche e per l’estrema qualità del disegno, per il progetto appositamente concepito per lo spazio milanese ha deciso ancora una volta di far precedere alle produzioni bidimensionali dei lavori su tela e su carta un’istallazione ambientale.

Questo nuovo progetto prende le mosse dal secondo dei due film che l’artista ha girato all’interno di un appartamento Liberty a Palermo durante Manifesta. Il film suggerisce un senso di raffinata decadenza ed è colmo di colti riferimenti che da sempre sono associati alla poetica dell’artista.

La project room di Foro Buonaparte 52 ospita dunque un nuovo lavoro intrinsecamente legato a tutta la produzione precedente di Beninati, è un’istallazione non praticabile ed è visibile dalla strada o da un corridoio sottile dentro la galleria. L’interfaccia della vetrina permette all’artista di associare bidimensionalità e tridimensionalità così da poter costruire punti di vista variabili e via via sempre più sorprendenti al tempo stesso per sé e per lo spettatore. 

La tensione narrativa è sottolineata dalla composizione stessa dell’istallazione: impostata come la vetrina di un negozio d’arredamento di cui la zona di Brera nella quale è inserita la galleria ne è piena, denota una condizione incongruente con la reazione a prima vista e sottolinea immediatamente un’atmosfera decadente.

L’istallazione milanese è una sorta di seconda puntata di quella messa in scena a Palermo nella quale si indagava rispetto ad un presunto crimine, e rappresenta una sorta di rebus nel quale ci sono segni di vari accadimenti con i quali il pubblico potrà relazionarsi.

L’arredo, composto di uno scrittoio e un letto allude allo studio di un artista, le opere compaiono alle pareti e sullo scrittoio. L’autore? Beninati? Ad acuire quel senso di mistero e lo stimolo dell’indagine tipico della colta poetica dell’artista siciliano.

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